Sono passati 100 anni dal lancio della Fiat 503, prodotta dal 1926 al 1927. Una prova tangibile della longevità del brand torinese, oggi della galassia Stellantis, la cui nascita affonda le radici addirittura nel secolo precedente a quello del debutto del modello in esame.
Pur non trattandosi di una delle auto più note del marchio, diede tanto ossigeno alle finanze aziendali, rappresentando una tappa importante del suo cammino produttivo. Giusto onorarne il secolo di vita, con un breve ricordo, che le dia il giusto rilievo commemorativo.
Basata sulla stessa meccanica delle 501 e 502, la Fiat 503 si distingueva da queste per il telaio allungato, per freni sulle quattro ruote (due per le altre) e per un motore più potente di quello delle sorelle prima menzionate.
Non parliamo di cifre stellari, ma i 27 cavalli a 3.000 giri al minuto messi sul piatto dal motore a 4 cilindri da 1.460 centimetri cubi di cilindrata avevano la loro dignità su una vettura di gamma media, destinata al mercato, in quel periodo storico. La velocità massima era onorevole, spingendosi quasi a 73 km/h. Oggi cifre del genere possono sembrare ridicole, ma vanno contestualizzate per capire che non erano affatto scadenti.

L’energia propulsiva veniva trasmessa al suolo col supporto di un cambio manuale a quattro rapporti, che assecondava bene l’azione. Grande il successo commerciale della Fiat 503 che, nel breve ciclo produttivo biennale prese forma in oltre 42 mila esemplari. Non male per i canoni del tempo, considerando che si trattava di una media.
Queste le sue misure: 4.000 mm di lunghezza, 1.660 mm di larghezza, 1.780 mm di altezza, 2.750 mm di passo. Il peso da muovere si attestava a quota 1.535 chilogrammi. La vettura fu progettata a prodotta con tutte le soluzioni di carrozzeria, per soddisfare esigenze e gusti diversi dei clienti.
Pur se presente per un breve periodo sul mercato, la Fiat 503, che affiancò e per certi versi sostituì la 501, fu proposta in numerose varianti di carrozzeria: berlina-limousine, berlina con tetto apribile, spider e torpedo. In ciascuna di queste interpretazioni non era mai banale, perché si giovava di una buona dose di carattere, in termini di stile, specie tenendo conto dei limiti produttivi del tempo.
Questi non lasciavano ampi spazi ai voli pindarici per i modelli di grande serie, specie nell’ottica del contenimento dei costi e dell’efficientamento del ciclo costruttivo. A 100 anni dalla nascita, la Fiat 503 merita di essere ricordata per l’ossigeno dato alle finanze aziendali, con un progetto derivato dai precedenti e ben accolto dal mercato.
Fonte | Stellantis
