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Cassino, fabbrica fantasma: produzione ferma e allarme occupazione, ora il futuro di Stellantis è un caso nazionale

Un quadro definito senza mezzi termini “drammatico” dai sindacati

Stellantis Cassino

Si fa sempre più pesante il clima attorno allo stabilimento Stellantis di Cassino, fermo in un silenzio produttivo che ormai scuote l’intero territorio. I reparti resteranno inattivi almeno fino al 27 aprile, ma a preoccupare ancora di più sono le prospettive a medio termine: secondo le indiscrezioni emerse anche al tavolo permanente dell’automotive convocato dalla Regione Lazio, da qui a luglio si profilerebbero appena 14 giorni di lavoro.

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Stellantis Cassino: stabilimento fermo fino al 27 aprile, sindacati e politica lanciano l’allarme

Un quadro definito senza mezzi termini “drammatico” dai sindacati. «Un trend che fa paura», ha detto Gennaro D’Avino, segretario generale Uilm Frosinone, sottolineando come «l’indotto stia pagando il doppio rispetto alla fabbrica». D’Avino ha chiesto un’azione forte nei confronti del Governo in vista dell’appuntamento del 21 maggio, data attesa per la presentazione del piano industriale Stellantis.

Al tavolo regionale, presieduto dall’assessore e vicepresidente Roberta Angelilli, erano presenti Cgil, Cisl, Uil, Ugl e associazioni datoriali. «Lo stabilimento di Cassino è quello che ha più difficoltà, il più martoriato», ha ribadito il segretario Cisl Lazio Enrico Coppotelli, chiedendo un confronto diretto con i vertici aziendali e un rafforzamento delle misure a sostegno dell’indotto.

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I numeri raccontano una crisi profonda: volumi produttivi in calo, ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, oltre 130 licenziamenti recenti nell’indotto e circa 2.000 uscite incentivate. Il rischio evocato dalle sigle sindacali è quello di una vera e propria “desertificazione industriale e sociale”.

stellantis cassino

Angelilli ha parlato di «forte criticità» e annunciato un tavolo permanente sullo sviluppo, tra Zls, zona franca doganale e bandi regionali, per costruire «una sorta di patto per il territorio». Intanto anche il Pd alza il livello dello scontro politico, chiedendo un Consiglio regionale straordinario e il riconoscimento della vertenza Cassino come questione nazionale.

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