A un certo punto un’auto smette di essere un prodotto e diventa un problema. Jeep l’ha incontrato, e si chiama Wagoneer S. Secondo quanto riportato da Automotive News, il primo SUV elettrico di Jeep destinato al mercato statunitense non verrà prodotto nella versione anno modello 2026. La ragione è nei numeri. Nell’intero primo trimestre di quest’anno le vendite si sono fermate a 175 unità. In un Paese da oltre 300 milioni di abitanti.
Stellantis non usa la parola “fallimento”. Parla invece di “regolazione della produzione per supportare futuri miglioramenti nelle prestazioni della batteria, nel software e nelle capacità del veicolo”. Una formulazione elegante per dire che si fermano.

La partenza, a dire il vero, non era andata male. Lanciata a gennaio 2025 con 600 cavalli, un posizionamento da carrozzone sportivo e di lusso, la Wagoneer S aveva chiuso i primi nove mesi con 10.426 unità vendute negli Stati Uniti, numeri accettabili per un debutto su un segmento nuovo. Poi è arrivato l’autunno, con lui la cancellazione del credito d’imposta federale da 7.500 dollari, e le vendite sono cadute verticalmente. Da ottobre 2025 a marzo 2026, 613 unità totali. Un’emorragia.
I problemi non finiscono qui. La Wagoneer S viene assemblata a Toluca, in Messico, il che la rende soggetta ai dazi sull’importazione, un dettaglio che in questo momento storico pesa quanto un macigno. A questo si aggiunge un prezzo base di 67.195 dollari e un software che, nei test sulla stampa specializzata, si è dimostrato lento e poco reattivo. Jeep sta cercando di tamponare con un incentivo del costruttore da 7.750 dollari, che abbassa il prezzo d’attacco a 59.445 dollari.

Il modello 2027 è già in lavorazione e porterà con sé la porta di ricarica NACS nativa, lo standard Tesla, ormai adottato dall’industria, ma la data di inizio produzione rimane indefinita.
Nel frattempo, Jeep guarda avanti con la Recon, alternativa elettrica al Wrangler: porte removibili, fino a 650 cavalli e un’autonomia dichiarata di 230 miglia. Sulla carta, tutto perfetto.
