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Lancia Flaminia GT Coupé by Touring: l’arte della Dolce Vita

Ci fu un tempo in cui la casa automobilistica torinese sapeva produrre modelli di gran classe.

Lancia Flaminia GT Coupé Touring 2.8 litri

La Lancia Flaminia GT Coupé carrozzata da Touring è un’auto di gran classe, che sa guadagnare la scena con stile, in ogni contesto ambientale. Persino dove l’esclusività è la nota dominante. Questa vettura deriva dalla berlina by Pininfarina da cui prende il nome, che giunse in società nel 1957 per sostituire la precedente Aurelia. Pur essendo la sua declinazione sportiva, sfoggia una carrozzeria di preziosa eleganza.

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Nel nome del modello viene citata una strada consolare di Roma, in linea con quanto accaduto per opere precedenti dello stesso marchio. Pensando all’allestimento coupé, la casa torinese predispose un telaio ad hoc, suscettibile di essere vestito dai migliori carrozzieri italiani di quel periodo storico. Ne derivarono delle proposte molto seducenti, che furono svelate al pubblico in occasione del Salone dell’Auto di Torino del 1958.

Benché nate da una comune matrice strutturale, le auto di questo filone si presentano alla vista con un look molto diverso fra loro, grazie all’estro di firme celebri come quelle di Pininfarina, Zagato e Touring. Qui ci occupiamo dell’interpretazione di quest’ultimo, che abbiamo avuto la possibilità di ammirare da vicino, in occasione di un recente raduno di auto storiche sulle Madonie, in Sicilia. Il passo, per via della revisione telaistica, è di dimensioni ridotte rispetto ai 287 cm della berlina. Sulla Lancia Flaminia GT Coupé Touring si ferma a 252 cm.

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Il cuore da 2.5 litri è lo stesso della sorella a quattro porte, ma con potenza cresciuta da 102 a 119 cavalli, in modo da assecondare meglio lo spirito più muscolare della proposta. Nel 1963, come accaduto per l’ammiraglia di rappresentanza, anche sotto il cofano di questa variante sportiva venne inserito un motore da 2.8 litri, sempre a 6 cilindri, alimentato da 3 carburatori doppio corpo.

Lancia Flaminia GT Coupé Touring 2.8 litri

Per plasmare la Lancia Flaminia GT Coupé, il carrozziere milanese Touring fece appello al suo metodo di costruzione più noto, legato alla struttura “Superleggera“. In questa, la base in tubi di acciaio veniva coperta da lastre d’alluminio, per ottenere una buona resistenza e una grande versatilità creativa, con cifre molto favorevoli alla bilancia. Il risultato del lavoro fu una coupé molto filante e dallo stile pulito ed elegante, che non passa inosservata. Grande l’ammirazione nei suoi confronti, in ogni tela espressiva.

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Nel frontale si nota la doppia fanaleria, abbastanza corposa. Anche i gruppi ottici posteriori sono vistosi. Forse, con altre scelte su entrambi i fronti, sarebbe nato un capolavoro assoluto, olisticamente plasmato allo stesso aulico livello della vista laterale, a dir poco impeccabile nella sua esecuzione stilistica. L’abitacolo è a due posti secchi. Si caratterizza per l’uso di materiali nobili, presenti abbondantemente negli elementi di arredo interno. Anche qui, le corde emotive del cuore sono accarezzate con grazia, per essere imbrigliate nelle reti dell’amore.

La Lancia Flaminia GT Coupé carrozzata da Touring è una grande seduttrice. Difficile restare indifferenti al cospetto della sua opulenza. Si vede a grande distanza che è un’auto di classe. Come già scritto, in un secondo tempo questa creatura fu dotata di 3 carburatori, in luogo dell’unità singola che alimentava il precedente step da 2.8 litri del 1962. L’intervento, di suo, bastò a far lievitare la potenza massima fino a 140 cavalli, contro i 128 dell’allestimento precedente. Per identificare questo aggiornamento del 1963 fu aggiunto il suffisso 3C alla sigla. Non ci vuole molto a capire di cosa fosse l’acronimo.

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Il motore più corposo regalava grande rotondità di funzionamento, gradevoli note di scarico e una curva di coppia più energica a tutti regimi, con felici implicazioni sulla fluidità di marcia del modello e anche sulla guida. La Lancia Flaminia GT Coupé carrozzata da Touring è una espressione molto raffinata della vena creativa italiana applicata al mondo dell’auto nel suo periodo storico.

L’ampia vetratura garantiva un’ottima visibilità. Di altissimo livello le finiture, degne di un’auto di grande lignaggio. Con lei si viene proiettati nelle magiche atmosfere della Dolce Vita. La sua carrozzeria, bassa e slanciata, ha un profumo glamour, che piace anche ai nostri giorni, per i riferimenti di classe elargiti agli osservatori, degni della migliore tradizione Made in Italy.

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