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Ferrari 308 GT/M: all’asta l’auto che ispirò le supercar

Nata pensando al gruppo B, questa “belva” da corsa è un’autentica rarità.

Ferrari 308
Ferrari 308 GT/M (Foto da profilo Facebook RM Sotheby's)

Il suo nome è forse poco noto al grande pubblico, ma basta guardare le immagini per alimentare subito connessioni mentali, che decretano un certo livello di familiarità. La Ferrari 308 GT/M, progettata da Michelotto, può essere vista come una sorta di madre putativa della GTO e della F40. Quest’ultima, poi, sembra aver preso spunto da lei per alcune sue alchimie estetiche.

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Evoluzione estrema della 308 GTB, di cui rappresenta lo sviluppo definitivo, la “belva” da pista di cui ci stiamo occupando prese forma in soli 3 esemplari. Uno di questi, plasmato nel 1984, si appresta a fare la gioia di un nuovo compagno d’avventura, perché presto sarà battuto all’asta. L’appuntamento col martello del banditore è fissato per la giornata di sabato 25 aprile, nell’ambito della vendita di RM Sotheby’s a Monte Carlo.

Testata sul circuito di Fiorano e guidata da Jean Blaton nel periodo del debutto, la Ferrari 308 GT/M incarna la transizione della casa di Maranello verso l’era delle supercar, rappresentata dalle “big six”. Parliamo di auto che esprimono il meglio della tecnologia e delle performance del “cavallino rampante” nel loro periodo storico: GTO, F40, F50, Enzo, LaFerrari, F80.

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Ferrari 308
Ferrari 308 GT/M (Foto da profilo Facebook RM Sotheby’s)

La connessione con tali gioielli, anche se ideale, aggiunge note di appeal al lotto, le cui stime della vigilia ballano in un range da 1.500.000 a 2.000.000 di euro. Sono cifre fuori dalla portata dei comuni mortali, ma si allineano all’esclusività ed anche al valore storico e culturale del mezzo. Incredibili le sue performance. Basti dire che sulla pista di Fiorano va meglio della GTO, della F40 e della 512 BB/LM.

La Ferrari 308 GT/M, come già scritto, nacque in collaborazione con la casa di Maranello, ad opera di Michelotto che, di fatto, era una sorta di divisione corse clienti del marchio emiliano. Rispetto all’auto stradale da cui mutua il codice numerico, questa “belva” da corsa aveva architetture sostanzialmente diverse.

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Sul telaio a traliccio di tubi di acciaio di vario spessore trovò accoglienza il motore V8 aspirato da 3.0 litri, con iniezione Bosch e quattro valvole per cilindro, disposto in posizione longitudinale: un cambio di passo notevole rispetto alla collocazione trasversale che aveva sull’auto di partenza.

La potenza si spinse a circa 370 cavalli. Il salto in avanti fu di portata quantica rispetto ai 240 cavalli della vettura di serie. Questa energia veniva trasmessa alle ruote posteriori col supporto di un cambio Hewland a cinque marce, abbinato a una frizione Borg & Beck derivata da quella delle monoposto di Formula 1.

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Facile intuire il tenore prestazionale del modello, che polverizzava le molecole d’asfalto, riducendole prima in atomi e poi in particelle elementari. A rallentare la foga della Ferrari 308 GT/M ci pensavano dei potenti freni Brembo a disco ventilati, con pinze a quattro pistoncini, che svolgevano al meglio il loro lavoro.

Molto leggera la carrozzeria in fibra di carbonio e kevlar, che concorreva a ridurre il peso complessivo dell’auto letto alla bilancia, pari a soli 840 chilogrammi. Questa fu la prima “rossa” ad usare i materiali compositi per l’involucro esterno, eccezion fatta per i bolidi del Circus: anche questa una freccia nell’arco della suo appeal.

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Molto curata la veste aerodinamica, frutto di attenti studi, per garantire adeguati livelli di deportanza nei contesti agonistici dei rally, dove il carico serve non soltanto alle velocità più alte. Nella definizione del modello, molti sguardi furono riservati alla facilità delle operazioni sui campi di gara, fra un set di prove speciale e l’altro. In questi intervalli lo smontaggio e il montaggio delle componenti deve avvenire nel minor tempo possibile.

Ferrari 308
Ferrari 308 GT/M (Foto da profilo Facebook RM Sotheby’s)

Michelotto plasmò solo 3 esemplari di Ferrari 308 GT/M. Quello ad essere messo all’asta da RM Sotheby’s a Monte Carlo, nella giornata di sabato 25 aprile, è il primo della serie. L’auto di cui ci stiamo occupando, come le due sorelle, non ebbe una carriera agonistica nei rally. Il suo debutto in gara, fra le gruppo B, non prese forma perché nel frattempo la disciplina aveva visto imporsi le auto a trazione integrale, che avevano sicuramente una marcia in più negli specifici contesti di gara.

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Svanito il sogno sportivo, la vettura fu ceduta a Jean Blaton, un fedele cliente della casa di Maranello, che ne fece uso con una certa frequenza su diversi circuiti, anche prestigiosi, in eventi club. Nel gennaio del 1996 questa “rossa” finì nelle mani dell’ex presidente del Ferrari Owners Club di Francia.

Dieci anni dopo oltrepassò l’Oceano Atlantico, per la gioia di un collezionista statunitense, che si divertì spesso con lei in circuito, danzando con grazia fra i cordoli. L’attuale proprietario della “nostra” Ferrari 308 GT/M venne in possesso dell’auto circa due lustri fa. Ora ha deciso di separarsene, offrendo un’allettante opzione di shopping agli amanti dei pezzi rari del “cavallino rampante”, che sicuramente faranno sentire il loro interesse per l’esemplare all’asta.

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Fonte | RM Sotheby’s