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Maserati Mexico: 60 anni per la coupé del “tridente”

L’eleganza appartiene all’apparato genetico di questa creatura.

Maserati Mexico
Foto Maserati Official

Non è una delle auto più note del “tridente”, ma la Maserati Mexico può essere annoverata fra le opere di pregio della casa modenese. Questa coupé si appresta a festeggiare il 60° anniversario. Il suo debutto in società avvenne infatti nel 1966, al Salone di Parigi, quando le lancette del tempo segnavano la data di giovedì 6 ottobre, anche se l’anno prima era stato già presentato il prototipo di stile, a Torino.

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In totale la Maserati Mexico prese forma in meno di 500 esemplari, nell’arco di un ciclo produttivo che andò avanti fino al 1972. Si tratta di un’auto piuttosto rara. Ecco perché non si vede quasi mai, neppure nei raduni. Incontrarne una è quasi un’impresa ai limiti dell’impossibile. Quando accade è sempre una bella emozione, perché qui si respira il romanticismo di un passato nobile, dove le emozioni potevano volare.

Lo stile è tipicamente italiano. Porta la firma di Virginio Vairo per Vignale. In qualche modo può essere vista come la madre spirituale di alcune creature del marchio sbocciate in epoca successiva, con qualche influsso anche nell’era attuale.

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Si racconta che il nome della Maserati Mexico nacque da una felice interazione di circostanze, ma varie sono le ipotesi sul tavolo. La principale si lega a un importante cliente del paese centro-americano che, dopo un incidente con la sua 5000 GT Allemano appartenuta al presidente messicano Adolfo López Mateos, decise di portarla a Modena per le riparazioni.

Maserati Mexico
Foto Maserati Official

Durante la visita degli stabilimenti del “tridente“, il tizio fu colpito dal prototipo disegnato da Vignale, a tal punto da compare quella carrozzeria per installarla sul telaio della sua auto sinistrata. Questa serie di circostanze spinse la casa emiliana a battezzare il futuro modello “Mexico”. Una sigla che divenne, poco dopo, un involontario omaggio al successo conquistato dalla Cooper T81 con motore Maserati al Gran Premio del Messico 1966 di Formula 1.

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La Maserati Mexico fu uno dei migliori esempi di granturismo all’italiana. Si caratterizzava per le linee morbide e armoniose, che ne facevano un’elegante coupé 2+2, perfetta per cavalcare l’onda della Dolce Vita. L’unità propulsiva V8 alloggiata sotto il cofano anteriore discendeva da quella da corsa della 450 S, adattata all’uso stradale.

Due le declinazioni di cilindrata offerte alla scelta della clientela: quella da 4.2 litri, con 260 cavalli all’attivo, per una punta velocistica di 240 km/h, e quella da 4.7 litri, con 290 cavalli al servizio del piacere, per una velocità massima di 255 km/h. La prima versione fu equipaggiata col motore di cubatura maggiore; poi giunse la sorella meno corposa.

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Oltre che per l’estetica, la Maserati Mexico era glamour anche nell’allestimento dell’abitacolo, sviluppato sotto le note del lusso e dello stile. Un vero salotto all’italiana, plasmato con ottimi ingredienti e nato sotto l’apprezzata artigianalità del Belpaese, farcita di senso del gusto.

Nobili i materiali, gradevole il design, ricca la dotazione, che comprendeva di serie sedili in pelle, vetri elettrici, cruscotto in legno, aria condizionata, freni anteriori a disco ventilati e servoassistiti. Come optional erano disponibili il cambio automatico, il servosterzo e la radio.

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La Maserati Mexico è stata capace di rappresentare al meglio le alchimie dell’eccellenza, del design e della potenza, valori ancora attuali in tutti i modelli della casa del “tridente”. Questa coupé è lunga 4.760 mm, larga 1.730 mm, alta 1.350 mm e con un passo di 2.640 mm. Il peso da muovere si attesta sui 1.450 chilogrammi. Buona la tonicità prestazionale.

Fonte | Maserati

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