La carrozzeria rossa è quella giusta, se non vogliamo guardare troppo da vicino, il colore è Ferrari “doc”, ma la forma racconta tutta un’altra storia. Sotto la silhouette da concept car si nasconde infatti una 360 Modena integra nella meccanica, stravolta in tutto il resto. Si chiama Sbarro Alcador GTB, è un esemplare unico, nel senso letterale del termine, ed è andata all’asta da Artcurial Motorcars a Parigi appena due giorni fa, il 15 marzo, come parte della Collezione Fritz Neuser.
Franco Sbarro, designer svizzero con una biografia che è già di per sé un’opera d’arte, presentò questa creazione al Salone di Ginevra del 2009. La base è una Ferrari 360 Modena con cambio sequenziale F1, costruita originariamente su commissione di Ludwig Binder, collezionista Ferrari di lungo corso. Il nome Alcador, secondo la tradizione, sarebbe una contrazione dei nomi delle figlie del committente: Aline, Catherine e Dorine. Romantico.

Meccanicamente, tutto è rimasto al proprio posto. Il motore è il V8 da 3,6 litri, 400 CV, 373 Nm, 0-100 in 4,6 secondi. La plancia è ancora quella italiana, con volante, strumentazione e console originali. È fuori, invece, che Sbarro si è dato alla libertà totale: della 360 originale non è rimasto nulla di visibile. L’auto venne consegnata in blu scuro, poi riverniciata in rosso Ferrari con interni completamente rivisti. Dal 2020 ha cambiato proprietario una volta, poi nel 2023 è entrata nella collezione Neuser, circolando, come spesso accade per certi pezzi, all’interno di una cerchia piuttosto ristretta di appassionati.
Il prezzo è il capitolo più interessante. In passato l’Alcador GTB era stata offerta sul mercato tedesco a circa 395.000 euro. Artcurial la propone adesso senza riserva, con una stima tra 180.000 e 260.000 euro, cifra comunque ben superiore a una 360 Modena “normale” in buone condizioni. Alla fine, però, è stata battuta per circa 134mila euro.

L’auto era immatricolata in Germania come Sbarro Alcador GTB, con telaio Ferrari tracciabile (ZFFYR51B000125009), ma la verifica delle possibilità di reimmatricolazione nel paese di destinazione è responsabilità dell’acquirente. Non un dettaglio, per un’auto così ampiamente modificata da non rientrare più in nessuna categoria tradizionale. Tutta la collezione è andata venduta per un totale di circa 5 milioni di euro.
