Oggi ci occupiamo di un esemplare della Ferrari Purosangue intonato ai gusti del committente con un processo di personalizzazione gestito dagli specialisti del Programma Tailor Made. Quest’ultimo regala ai clienti della casa di Maranello la possibilità di adattare i vari modelli del listino alle proprie specifiche, entro i limiti del buon gusto e della tradizione, a differenza di quanto accade con alcuni tuning esterni, spesso altamente discutibili e privi di classe.
Le modifiche riguardano le livree, i dettagli estetici e le alchimie materiche dell’abitacolo, lasciando immune tutto il resto, soprattutto la meccanica. Un approccio soft ma non per questo incapace di conferire una identità unica ed esclusiva, che si distingue al primo colpo d’occhio.
La Ferrari Purosangue di cui ci stiamo occupando riunisce con successo un’aura di serenità al potere energetico trasmesso visivamente dal modello. Sulla carrozzeria, a dominare la scena ci pensano i toni opachi dell’Azzurro La Plata, che produce un delicato bagliore. Questo contrasta felicemente con i dettagli sportivi ed eleganti dipinti in nero DS opaco, esaltando al contempo i suoi punti luminosi.
L’effetto scenico così ottenuto torna a ribadirsi nell’abitacolo, dove il colore esterno si ritrova sui sedili in pelle Foglizzese, spezzati a metà dal tricolore francese che scorre nel senso della lunghezza, in un quadro generale dove i toni del bianco, ben rappresentati, creano un legame cromatico di forte presa dialettica. Nessun dubbio sulla provenienza geografica dell’acquirente.

Ricordiamo che la Ferrari Purosangue ha portato la casa di Maranello ad esplorare altri lidi concettuali, con una buona dose di mal di pancia tra gli appassionati della nobile tradizione, che hanno fatto la forza del mito. Per carità, nulla da dire sull’auto, eccellente su tutti i fronti, ma quel “cavallino rampante” su un SUV fatica ad essere digerito da molti.
Per fortuna a creare una connessione con la storia aziendale ci pensa il meraviglioso motore V12 aspirato da 6.5 litri che trova accoglienza sotto il cofano anteriore, in posizione arretrata. Si tratta di un gioiello ingegneristico, che suona in modo favoloso. Di riferimento le sue cifre, con una potenza massima di 725 CV. Questo si traduce in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.3 secondi e da 0 a 200 km/h in 10.6 secondi, con una punta velocistica di oltre 310 km/h.
Incredibili le sue dinamiche, a dispetto della stazza e dell’altezza da terra, grazie a tecnologie di altissimo livello e una corretta distribuzione dei pesi, resa possibile anche dallo schema transaxle, che disegna un layout completamente diverso da quello dei Crossover e degli Sport Utility Vehicle. Il sound, poi, è da antologia, al pari della spinta. Non si finirebbe mai di ascoltarlo.
Anche il design della carrozzeria è particolarmente riuscito, facendone il SUV più bello di sempre. Se non avesse avuto il “cavallino rampante” sul cofano sarebbero state solo lodi (e del più alto livello), ma accostare il nome Ferrari a un prodotto ad abitacolo rialzato, che segue le mode dei nostri tempi, crea più di qualche legittima perplessità.




Fonte | Ferrari
