Per migliaia di lavoratori americani di Stellantis il 2026 si apre con una notizia difficile da digerire: niente bonus di partecipazione agli utili. Un’assenza che pesa ancora di più se si pensa che solo due anni fa quegli stessi dipendenti avevano ricevuto assegni vicini ai 14.000 dollari. Oggi, invece, il premio semplicemente non ci sarà.
Niente bonus di partecipazione agli utili per i dipendenti di Stellantis negli USA
La decisione riguarda i lavoratori iscritti alla United Auto Workers e arriva dopo la pubblicazione dei risultati finanziari 2025. Stellantis, il gruppo che controlla marchi simbolo come Chrysler, Dodge, Jeep e Ram, ha confermato che non sono state raggiunte le soglie minime previste dal contratto sindacale firmato nel 2023. Senza quei parametri, il meccanismo della partecipazione agli utili non si attiva.
Per molti operai si tratta di un cambiamento concreto nella vita quotidiana. Il bonus non è mai stato solo un numero su un foglio paga: rappresentava un riconoscimento tangibile del lavoro svolto e, in alcuni casi, un sostegno importante per le spese familiari. Il ridimensionamento era già iniziato lo scorso anno, quando l’importo era sceso a 3.780 dollari, con un crollo del 73% rispetto ai 13.860 dollari del 2023. Ora si è arrivati a zero.

L’azienda ha spiegato che il 2025 è stato un anno complicato, segnato da un profondo riassetto interno per correggere decisioni strategiche del passato. Il margine operativo in Nord America si è fermato a -3,1%, lontanissimo dal 15,4% registrato nel 2023. Le vendite negli Stati Uniti sono diminuite per il settimo anno consecutivo, mentre sui conti hanno inciso un mix di prodotto meno redditizio, costi di garanzia elevati, incentivi commerciali più aggressivi e l’impatto dei dazi introdotti negli anni scorsi.

La portavoce Jodi Tinson ha evidenziato come le recenti “azioni decisive” messe in campo dal gruppo – tra cui il ritorno del motore Hemi V-8 sotto il cofano del Ram 1500, una scelta dal forte valore simbolico e commerciale – siano pensate per rilanciare le vendite e sostenere un recupero della redditività già nel 2026. Secondo l’azienda, si tratta di interventi mirati per rafforzare l’attrattività dei modelli chiave sul mercato nordamericano e ricostruire margini più solidi dopo un periodo particolarmente complesso.
Nel frattempo, però, il paragone con i principali concorrenti resta inevitabile e alimenta il malumore tra i lavoratori. General Motors ha annunciato premi fino a 10.500 dollari destinati a oltre 47.000 dipendenti idonei, mentre Ford prevede bonus medi di circa 6.780 dollari per più di 56.000 lavoratori. Numeri che rendono evidente la distanza attuale tra i risultati dei diversi gruppi automobilistici.
Per i dipendenti Stellantis, il 2026 rappresenterà quindi molto più di un semplice nuovo esercizio fiscale. Sarà un banco di prova per la credibilità del piano di rilancio e per la fiducia nella capacità dell’azienda di tornare a generare utili tali da riattivare la partecipazione agli utili. In gioco non c’è solo un assegno, ma il senso di condivisione dei risultati e di riconoscimento del lavoro svolto negli stabilimenti americani.
