Nelle ultime settimane Stellantis è tornata a far parlare di sé su due fronti apparentemente opposti ma in realtà complementari. Da un lato rilancia in Europa sette modelli diesel tra Opel, Peugeot, Citroën e Alfa Romeo, riportando il gasolio nei listini in un momento di transizione incerta. Dall’altro, come evidenziato in un interessantissimo articolo di Andrea Muratore su Mowmag, accelera con decisione il proprio piano di espansione industriale negli Stati Uniti, dove vede prospettive più solide e programmabili.
Mentre in Europa torna a puntare sul diesel è sempre più evidente come Stellantis guardi sempre più agli USA
Il ritorno del diesel non è casuale. In Europa questa alimentazione copre ancora circa il 15% del parco circolante e resta dominante nel settore dei veicoli commerciali leggeri, dove Stellantis detiene una quota prossima al 29%, anche grazie a modelli come il Fiat Ducato. In un contesto di target ambientali rivisti – con il passaggio dal 100% al 90% di decarbonizzazione – il gruppo sceglie di mantenere una “retroguardia operativa”, sfruttando gli spazi normativi ancora disponibili.
Parallelamente, l’elettrico resta un obiettivo, ma condizionato, come sottolineato dal CEO Antonio Filosa in una lettera congiunta con Oliver Blume di Volkswagen, alla presenza di sussidi, tutela del mercato e investimenti europei adeguati. Senza certezze politiche e industriali, l’espansione resta prudente.

Intanto il baricentro si sposta oltre Atlantico. Stellantis ha stanziato 13 miliardi di dollari per rafforzare la presenza negli Usa: riaprirà l’impianto di Belvidere (Illinois) per produrre Jeep Cherokee e Compass, mentre Michigan, Ohio e Indiana saranno interessati da nuove espansioni. Una strategia accompagnata da 22 miliardi di euro di oneri straordinari per ristrutturare linee produttive e riallineare il gruppo ai nuovi trend di mercato.
I numeri, per ora, premiano la scelta: nel quarto trimestre 2025 le spedizioni globali hanno raggiunto 1,5 milioni di unità (+9%), con il Nord America in crescita del 43% e una quota di mercato salita verso l’8%. In un contesto globale complesso, Stellantis punta su flessibilità e pragmatismo. E oggi, tra Washington e Bruxelles, la direttrice americana appare più solida.
