Una Ferrari F12tdf in tinta Rosso Dino è cosa davvero rara. Solo una manciata di vetture della specie hanno ricevuto questo trattamento cromatico. Una di queste, del 2017, sarà battuta all’asta da RM Sotheby’s, nella sessione di vendita di Miami, in programma per venerdì 27 febbraio 2026.
Confesso che, fino ad oggi, non avevo mai visto la berlinetta emiliana in questa tinta, nemmeno in foto. L’effetto mi sembra buono dal punto di vista estetico, anche perché in linea con lo spirito muscolare dell’auto, nata per dare un carattere racing alla F12berlinetta.
Trattata col programma “Atelier”, questa sportiva del “cavallino rampante” vanta ulteriori specifiche, come gli accenti storici GTO Livery Canna di Fucile, gli interni rifiniti in Alcantara color antracite con strisce in pelle Arancio Hermès, le cuciture a contrasto e una quantità imprecisata di finiture su misura, che ne fanno un pezzo davvero unico e distintivo. In questo quadro, i cerchi ruota in fibra di carbonio diventano quasi un elemento ordinario, anche se non lo sono affatto.
Fra le altre caratteristiche citiamo, a titolo di esempio, le pinze freno gialle, gli alloggiamenti dei fendinebbia in materiali compositi, i sedili da corsa in fibra di carbonio (di taglia media), l’impianto di scarico sportivo, il parabrezza termoisolante, il sistema di navigazione con Bluetooth, la telecamera di parcheggio e la radio satellitare, ma la lista sarebbe molto più lunga.

Consegnata nuova dalla Ferrari Nord America, la F12tdf di cui ci stiamo occupando mostra una percorrenza molto bassa: appena 6.567 miglia al momento della catalogazione. Certificata dalla casa di Maranello, con Libretto Giallo, rappresenta oggi una grande tentazione per i collezionisti in cerca di un esemplare davvero particolare, con una marcata specificità. Le cifre ipotizzate dagli specialisti sono degne del prestigio del lotto. Ballano da 1.800.000 a 2.200.000 dollari, pari rispettivamente, col cambio odierno, a 1.500.000 e 1.850.000 euro.
Difficile dire a che livello si fermeranno i rilanci, ma anche se non vi fosse un prezzo di riserva, è chiaro che un mezzo del genere sarebbe precluso ai sogni di acquisto dei comuni mortali, costretti a vivere con un reddito ordinario. L’auto offerta alla tentazione di chi può permettersela è quella con telaio ZFF81BFAXH0219511.
Rispetto alla vettura di partenza, la Ferrari F12tdf è molto più grintosa. Sembra quasi che ne abbia tirato fuori l’indole agonistica, pur restando perfettamente fruibile nelle condizioni d’uso reali. Giochi di prestigio che solo dalle parti di Maranello sanno eseguire. La deportanza è cresciuta dell’87%, grazie alle diverse alchimie della carrozzeria e al diffusore posteriore “attivo”.
La Ferrari F12tdf è un “cavallino rampante” di razza. Il suo look rende giustizia all’energia custodita in corpo. Nella vista frontale e di 3/4 anteriore, a mio avviso, raggiunge il massimo splendore, guadagnando un’eccellenza visiva difficile da replicare su un’auto a motore anteriore.

Anche il profilo laterale è impeccabile, mentre lo specchio di coda, per quanto emozionante, sembra meno gradevole del resto, forse perché più pesante e meno ancorato al suolo sul piano visivo. Per dirla in altri termini, sembra più alto e stretto di quanto non sia in termini dimensionali. Così perde qualche punto nella tela espressiva.
Cuore pulsante di questa “belva” emiliana è uno straordinario V12 aspirato da 6.3 litri di cilindrata, che meriterebbe di ricevere tutela universale come Patrimonio Unesco. La sua ingegneria, i flussi energetici che lo caratterizzano e le note sonore prodotte dai suoi organi meccanici sono di uno splendore eccitante, anche senza tirare fuori tutti i 780 cavalli custoditi sotto il cofano anteriore.
Eccellente il quadro prestazionale, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi, da 0 a 200 km/h in 7.9 secondi e una velocità massima di oltre 340 km/h. Ancora più sorprendente il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano: 1’21”. Siamo ad appena 1.3 secondi da LaFerrari, giusto per dare un’idea di cosa stiamo parlando.
Certo, la 812 Competizione (sua discendente) fa meglio, molto meglio, per gli evidenti progressi compiuti negli anni, ma la Ferrari F12tdf continua ad essere al vertice, nonostante siano passati oltre 2 lustri dal suo debutto. Anche il coinvolgimento emotivo resta al top. Qui il tempo non ha svolto alcuna azione erosiva e non potrebbe neanche svolgerla.
Oggi questa supercar è un oggetto di alto collezionismo, destinato a chi ama le sensazioni forti. Le quotazioni, rese ancora più alte dalla tiratura limitata, ne fanno un giocattolo per pochi eletti, ma sognare non ha un prezzo. Basta vederla da ferma o in azione in uno dei raduni del marchio per esaltarsi al suo cospetto.
Qualche appassionato ha la fortuna di avere uno o più esemplari della specie in garage. Ora il privilegio dovrebbe toccare a un’altra persona, che si aggiungerà al gruppo. Parliamo di quella che uscirà vincente dall’asta di RM Sotheby’s a Miami, dove c’è in catalogo la Ferrari F12tdf in tinta Rosso Dino di cui ci siamo occupati nel nostro articolo.







Fonte | RM Sotheby’s
