Hyundai ha deciso di dare la sua “benedizione” alla nuova categoria M1E dell’Unione Europea (UE), quella che promette di rendere le city car elettriche economiche una realtà accessibile. Peccato che nessuno abbia ancora capito come funzionerà davvero. Martinet, CEO di Hyundai Europe, ha definito l’iniziativa “interessante” ma con dietro un oceano di perplessità.
L’obiettivo dichiarato del regolamento M1E è ridurre le normative imposte alle vetture più piccole, così da tagliare costi di produzione e prezzi finali. In teoria, un piano sensato per rendere le auto elettriche abbordabili anche a chi non ha un conto in banca svizzero. Molte case, chiaramente, sono interessate a produrre nuovi modelli economici sotto questa categoria, aspettando solo i dettagli normativi. E qui arriva il primo problema: quali dettagli?

Hyundai condivide pienamente l’idea di “proporre elettriche più accessibili ai clienti europei”, ma ha sottolineato che serve chiarezza assoluta su quali regolamenti verrebbero effettivamente allentati. “La domanda è: quali normative volete togliere? Quelle sulla sicurezza? Quelle sulle specifiche del motore?”, ha chiesto retoricamente il manager coreano. Domande legittime.
C’è poi una confusione di fondo che Martinet ha colto perfettamente: alcuni vorrebbero reintrodurre i motori termici per le piccole cilindrate, ma la categoria M1E non prevede questo scenario. Il che rende ancora più nebulosa la direzione che Bruxelles intende prendere. “Non abbiamo ancora visto la fine della storia”, ha concluso il CEO.
L’unica cosa certa, secondo Martinet, è che serve alleggerire “tutta quella regolamentazione aggiuntiva che abbiamo accumulato anno dopo anno”, colpevole di aver fatto schizzare i costi delle automobili in Europa. Il confronto con altri mercati globali è impietoso: l’Europa regolamenta in modo spropositato rispetto agli Stati Uniti, creando uno svantaggio competitivo che il continente fatica a sostenere.

Hyundai, per ora, non ha confermato se sfrutterà la categoria M1E per lanciare una city car elettrica da circa 15.000 euro, ma Martinet ha fatto notare il successo della Inster, attualmente la vettura a batteria più economica del marchio e una delle piccole elettriche più popolari in Europa. “L’M1E cerca di proporre ai clienti europei un’elettrica accessibile che soddisfi le loro esigenze di specifiche, equipaggiamento, autonomia e prezzo. E pensiamo di esserci riusciti piuttosto bene con la Inster”.
