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Una Ferrari Daytona diversa dalle altre e quasi sconosciuta va all’asta

Forme irrituali e tozze, ma molta esclusività e una storia nobile per questa “rossa”.

Ferrari 365
Foto da profilo Facebook RM Sotheb's

Una Ferrari 365 GTB/4 Daytona, convertita in una spider completamente diversa da quella ufficiale, nota come GTS/4, sarà offerta fra qualche giorno alla tentazione dei potenziali acquirenti. Il processo di vendita prenderà forma nell’asta di RM Sotheby’s in programma per il 14 febbraio a Boca Raton, durante l’esclusivo evento “Cavallino Classic Palm Beach”.

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La nascita di questa versione si deve a Luigi Chinetti, mitico importatore del marchio emiliano negli Stati Uniti d’America. Stiamo parlando di un personaggio che ha concorso in modo importante al successo mondiale della casa di Maranello. Ovvio, quindi, che Enzo Ferrari non contrastasse le sue iniziative. Come quella di affidare a Giovanni Michelotti il compito di vestire in modo diverso 5 esemplari della splendida Ferrari 365 GTB/4 Daytona, considerata da tutti come uno dei grandi capolavori di Pininfarina.

L’obiettivo era quello di trasformare le linee sensuali di partenza in schemi grafici più geometrici, per sposare i trend linguistici emergenti. Più nello specifico, il noto committente volle che l’auto guadagnasse una forma a cuneo, lanciata verso il futuro. Un esemplare di questa ristretta famiglia, con abito scoperto, nacque come regalo di Luigi Chinetti alla moglie, che ricevette il cadeau nel 1977. In onore del nome della fortunata signora, la vettura fu etichettata come Marion Spider, ma la sigla ufficiale era 365 GTB/4 Daytona NART Spider by Michelotti. Questa era la terza vettura di una serie di cinque: quella con telaio numero 14299, originariamente nata quando le lancette del tempo segnavano l’anno 1971.

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Ferrari 365
Foto da profilo Facebook RM Sotheb’s

Le sue linee audaci non intercettano il mio consenso, perché nettamente peggiorative rispetto allo splendore dei tratti della vettura di partenza. Secondo me il fascino espressivo della Ferrari 365 GTB/4 Daytona, nella configurazione standard di Pininfarina, è di un altro pianeta. La stessa riflessione vale per la sua versione spider 365 GTS/4, che ha alchimie dialettiche di ordine superiore rispetto alla reinterpretazione di cui ci stiamo occupando. Quest’ultima ricevette una livrea bicolore unica, in grado di aggiungere ulteriori note di specificità al prodotto. Grazie a Dio la meccanica non fu interessata dal vento dei cambiamenti.

Ora la sportiva in esame si appresta a passare di mano. Le stime della vigilia sono comprese fra 600 mila e 750 mila dollari, pari col cambio odierno a una forbice di valori fra 500 mila e 600 mila euro. Molto glamour la vita della Marion Spider. Questa insolita Ferrari 365 GTB/4 Daytona, priva di tetto e senza la sensualità dell’opera di Pininfarina, fu esposta al Salone dell’Auto di Torino nel 1980 e poi al Museo di Le Mans e al Concorso d’Eleganza di La Baule nel 1984. Nel corso degli anni ha trovato spazio nel garage di stimati collezionisti, tra i quali Jon Shirley, che ne fu il custode per oltre due decenni.

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Certificata da Ferrari Classiche e guidata in raduni esclusivi e in prestigiosi concorsi d’eleganza, questa singolare sportiva del “cavallino rampante” resta la prova di una visione alternativa di design, voluta da uno dei personaggi più influenti della sfera “rossa”. La Ferrari 365 GTB/4 Daytona NART Spider by Michelotti del 1971, destinata alla moglie di Luigi Chinetti, sposa delle linee taglienti e molto nitide. Ogni esemplare della ristretta serie aveva una miriade di dettagli distintivi, quindi era sostanzialmente un pezzo unico. A creare delle connessioni visive unificanti ci pensavano il muso a squalo e la coda massiccia. La linea di cintura si snodava in modo tagliente e senza troppi cambiamenti nel registro visivo, da una punta all’altra dell’auto.

Ferrari 365
Foto da profilo Facebook RM Sotheb’s

Quella con telaio numero 14299 fu la prima delle tre Spider Michelotti configurate per Chinetti secondo le specifiche stradali. Era basata su una coupé 365 GTB/4 Daytona standard con aria condizionata e servosterzo. In questa veste fu inizialmente consegnata a un cliente molto apprezzato di Luigi Chinetti, che la riprese in permuta a metà degli anni settanta, per consegnarla a Michelotti, cui commissionò la revisione del corpo. L’auto assunse così l’aspetto squadrato di cui si fregia oggi.

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Si nota, oltre al taglio grafico, anche l’esclusiva livrea bicolore in sottile gioco di nuance, con interni in pelle color arancio e capote in tela beige. Della dotazione fa parte anche un tettuccio rigido rimovibile in tinta con la carrozzeria. Il nome della moglie di Chinetti fu inciso sulle due portiere. Dopo la scomparsa di quest’ultima, l’auto è stata rivenduta. Fu acquistata nel 1985 dal concessionario di Los Angeles Marty Yacobian, che la presentò al Concorso d’Eleganza di Palm Springs nel 1986. A seguire, altri passaggi di proprietà.

Nel 1991 entrò a far parte della raccolta personale dell’acclamato collezionista Jon Shirley. Poi un paio di ulteriori vendite. Ora la Ferrari 365 GTB/4 Daytona NART Spider by Michelotti torna sul mercato, attraverso l’asta di RM Sotheby’s in Florida, ormai prossima al suo svolgimento. In totale l’esemplare ha percorso circa 6 mila miglia: un motivo in più per suscitare interesse nei potenziali shopper. Averla in garage piacerebbe a molti, ma l’idea dell’acquisto potrà essere accarezzata da pochi eletti, molto ben messi sul piano finanziario.

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Invariata, come dicevamo, la meccanica, che resta quella della Daytona standard. Sotto il cofano anteriore libera la sua energia, con grande vigore, un’unità propulsiva V12 da 4.4 litri di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 352 cavalli a 7.500 giri al minuto, con un picco di coppia di 431 Nm a 5.500 giri al minuto. Facile intuire il tenore prestazionale di una “belva” del genere. A chi ha bisogno di cifre per nutrire la curiosità personale diciamo soltanto che la punta velocistica è nell’ordine dei 280 km/h. Niente male per una scoperta, anche col metro dei nostri giorni.

Sublimi, come al solito, le note sonore effuse nell’aria dal monumentale motore del “cavallino rampante”: un vero capolavoro dell’ingegneria italiana. Ricordiamo, come già fatto in altre circostanze, che il soprannome “Daytona” fu affibbiato a questa vettura in onore della magnifica tripletta messa a segno da Ferrari nella omonima 24 Ore del 1967. Quella NART non fu l’unica scoperta derivata dalla “rossa” in esame. Ci fu, infatti, anche una versione ufficiale plasmata direttamente dalla casa di Maranello, con le alchimie visive di Pininfarina, il cui debutto in società avvenne al Salone Internazionale dell’Auto di Francoforte del 1969. Era la già citata 365 GTS/4. Gli esemplari prodotti furono significativamente inferiori a quelli della coupé 365 GTB/4 Daytona, da cui fu derivata.

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Fonte | RM Sotheby’s

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