L’India ha finalmente deciso che tassare le auto straniere al 110% era un modo forse troppo esplicito per comunicare il proprio protezionismo. Il sorpresone diplomatico del giorno e che profuma di affari è quello del governo indiano, arrivato a un accordo con l’UE per tagliare i dazi sulle auto importate dall’Unione, portandoli a un più umano 40%.
Secondo le indiscrezioni, questo “sconto” si applicherebbe immediatamente ai veicoli con un prezzo di importazione intorno ai 15.000 euro, per una quota massima che si aggira intorno alle 200.000 unità. Un’occasione d’oro per chiunque voglia vendere auto nel terzo mercato automobilistico più grande al mondo senza dover sacrificare importanti guadagni per pagare caro alla dogana.

Inutile dire che Elon Musk sta già scaldando i motori. Finora Tesla ha faticato a imporsi nel subcontinente, limitata da importazioni costose dalla Gigafactory di Shanghai. Grazie a questo patto, Tesla potrebbe iniziare a rifornire il mercato indiano direttamente da Berlino, sfruttando le tariffe agevolate riservate ai prodotti UE. Ma non c’è solo Musk a festeggiare. Anche Stellantis guarda con appetito alla nuova soglia del 40%.
Nonostante marchi come Jeep e Citroën siano già prodotti localmente, la riduzione dei dazi permetterebbe al gruppo di ampliare un portafoglio che oggi fatica a espandersi. Intanto, oltreoceano, gli Stati Uniti osservano con un misto di invidia e irritazione. L’amministrazione Trump, infatti, continua a imporre dazi del 50% all’India e minaccia nuove ritorsioni se Nuova Delhi non smetterà di cercare petrolio russo.
Mentre il Canada viene criticato da Washington per aver aperto le porte a 49.000 auto elettriche cinesi a tariffe ridotte, l’asse India-UE sembra aver trovato la chiave per aggirare le tensioni globali. Certo, i colloqui sono ancora in corso, con un finale (lieto, si spera) previsto per febbraio e con le condizioni che potrebbero cambiare di poco. Per Stellantis, però, anche questa è una boccata di ossigeno: se hai un’auto europea da 15.000 euro, l’India non è più un miraggio irraggiungibile.
