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Fiat Chrysler: a Ferreyra in Argentina si pensa ad uno sfoltimento del personale

Fiat Chrysler Automobiles perdita

Fiat Chrysler Automobiles ha aperto alla possibilità di licenziamenti “volontari” presso lo stabilimento di Ferreyra nella provincia di Córdoba. Secondo fonti ufficiali, l’obiettivo è quello di ridurre lo staff amministrativo e commerciale. Dal terminal automobilistico hanno confermato i piani, ma hanno assicurato che si tratta di un adattamento dello stabilimento, che attualmente dispone di 2.200 persone, alle nuove condizioni di mercato. L’idea sarebbe quella di sbarazzarsi di non più di 50 dipendenti, principalmente dalle aree amministrative, commerciali e post-vendita.

Fiat Chrysler Automobile ha aperto alla possibilità di licenziamenti “volontari” presso lo stabilimento di Ferreyra, nella provincia di Córdoba

Queste sarebbero le aree in cui si sarebbe registrato il maggior surplus di personale, rispetto al calo delle vendite nel mercato interno. Dalla società hanno chiarito che questo piano non include gli operai, che rappresentano il 95% dei lavoratori a Ferreyra. Sebbene la proposta sia aperta a tutti, questa non sarebbe rivolta ai dipendenti dell’area produttiva. Tuttavia, il sindacato dei meccanici e dei trasporti automobilistici alleati (SMTA) hanno mostrato la propria preoccupazione per il provvedimento. Daniel Miranda, membro del sindacato, ha affermato che lo sfoltimento potrebbe essere maggiore e che potrebbero andare persi “tra 150 e 200” posti di lavoro, rispetto alle previsioni di Fiat Chrysler.

Con l’investimento di 500 milioni di dollari per la realizzazione del modello Fiat Cronos, Fiat Chrysler aveva preparato il suo impianto di Ferreyra per un mercato automobilistico che prevedeva la vendita di un milione di veicoli solo in Argentina. Il mercato si è ristretto negli ultimi mesi e ciò ovviamente ha colpito tutte le case automobilistiche. Le vendite di ottobre sono diminuite del 38% su base annua nel paese, secondo l’Association of Automotive Dealers (Acara). D’altra parte, le esportazioni rimangono assai floride, con aumenti nel mese di settembre del 31% su base annua, trainati principalmente dal Brasile. Aumenti che però solo parzialmente sono stati in grado di compensare il declino del mercato interno.