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Fiat Chrysler: nuvole nere all’orizzonte in Italia?

Secondo alcune indiscrezioni crescono i timori dei sindacati su possibili tagli alla produzione in Italia da parte di Fiat Chrysler

Mike Manley CEO di Fiat Chrysler

I sindacati che rappresentano i lavoratori del gruppo Fiat Chrysler in Italia sarebbero in allarme. Si vocifera infatti che nei prossimi mesi tagli alla produzione negli stabilimento italiani del gruppo FCA possano venire annunciati dal nuovo numero uno della società italo americana, l’amministratore delegato Mike Manley. I sindacati infatti temono che il manager inglese, che ha preso il posto di Sergio Marchionne dopo la scomparsa di quest’ultimo, possa avere ancora meno riguardi verso gli stabilimenti italiani rispetto al suo predecessore.

Secondo alcune indiscrezioni crescono i timori dei sindacati su possibili tagli alla produzione in Italia da parte di Fiat Chrysler

Del resto in Italia dopo 5 anni di crescita nel 2018 stiamo assistendo ad un calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. Solo A Melfi e Atessa la situazione appare essere migliore rispetto allo scorso anno, in tutti gli altri stabilimenti invece la produzione viene segnalata in calo e si moltiplicano le giornate di cassa integrazione. I fermi produttivi negli stabilimenti italiani di Fiat Chrysler Automobiles sono tornati nuovamente a crescere dopo molti anni. In alcuni stabilimenti come ad esempio Mirafiori e Pomigliano la situazione è già adesso drammatica con il ricorso agli ammortizzatori sociali sempre più frequente e con il rischio il prossimo anno di non poterli più utilizzare. Per il momento FCA fa finta di nulla e replica annunciando un investimento da 200 milioni di euro a Melfi per la produzione di Jeep Renegade ibrida. Nonostante ciò però anche a Melfi si prospetta una possibile riduzione dell’orario di lavoro per la stragrande maggioranza dei dipendenti grazie ai cosiddetti contratti di solidarietà. 

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