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Stellantis, futuro di Melfi appeso a un filo: “Dire ‘gas gratis’ non basta”

Il segretario del PD della regione Basilicata ha espresso preoccupazione per il futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi.

Stellantis Melfi

Una settimana fa circa Stellantis annunciava un rinvio di 6 giorni della ripresa delle attività produttive alla struttura di Melfi, in Basilicata. L’annuncio era già arrivato non nel periodo migliore, sicché ancora prima avevano detto stop gli impianti di Pomigliano d’Arco e la Sevel Sud in Abruzzo. Quindi, era giunto il turno dell’impianto lucano. Il ruolo di primo piano del conglomerato italo francese nell’economia territoriale acuisce il malessere dei locali, in gravi difficoltà economiche dati i notevoli sacrifici a cui l’azienda li ha sottoposti..

Melfi: i volumi produttivi del 2022 non eguaglieranno il 2021

Stellantis

La ripartenza era stata data sotto forma di un comunicato diffuso dalla stessa Stellantis, dove, appunto, si illustrava la situazione, almeno nella prospettiva degli alti dirigenti. Nonostante la ripresa dei lavori, i ritmi bassissimi suggerivano un quadro di totale precarietà. Insomma, la testa era focalizzata solo sul presente perché del futuro non c’erano garanzie. Un clima tuttora dilagante nei pressi dello stabilimento di Melfi, alla luce del quale la politica fa sentire la propria voce, nella speranza di registrare entro breve dei segnali incoraggianti.

Per comprendere fino in fondo quanto Melfi navighi in acque agitate vengono in soccorso i numeri: nell’arco dei primi mesi del 2022 abbiamo avuto un calo del 17 per cento rispetto allo scorso anno e del 38,7 per cento rispetto al 2019. Il perché non faccia fede il 2020 sarebbe superfluo spiegarlo: l’emergenza Covid e le misure restrittive emanate dalle istituzioni per contenere il contagio hanno inevitabilmente condizionato le performance della fabbrica.

stellantis

Dubbi e perplessità divampano sulle possibili evoluzioni. Difatti, stando alle recenti stime il livello di produzione si prospetta ulteriormente in calo: per i sindacati, in tutto il 2022 non si riuscirà a pareggiare i valori del 2021.

I veicoli completi che usciranno dalla catena di montaggio ammonteranno a circa 150 mila, molto, troppo poco in confronto all’effettività capacità di Melfi. In un’intervista al Corriere della Sera, il segretario del Partito Democratico della regione Basilicata, Raffaele Regina, ha commentato l’andamento, definendolo motivo di preoccupazione. Il complesso rappresentava il fiore all’occhiello dell’automotive in Europa. Non basta dire “gas gratis” se il tessuto economico e sociale si sfalda, ha concluso Regina.

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