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Stellantis Cassino, la settimana chiude in anticipo: oggi niente recupero

La settimana lavorativa dello stabilimento Stellantis di Cassino si chiude in via anticipata, senza nessun sabato di recupero.

Cassino Plant

Si è chiusa in anticipo la settimana lavorativa dello stabilimento Stellantis di Cassino (Piedimonte San Germano). Ieri, venerdì 15 luglio, non c’è stato modo per gli operatori del gruppo italo francese di eseguire la regolare attività. E non ci sarà nessun recupero oggi. La decisione assunta dai piani alti è dipesa ancora una volta dalle congiunture esterne davvero complicate. Più esattamente, pesa sempre la carenza di centraline. E senza componenti così importanti per le Case automobilistiche al giorno d’oggi non c’è verso di tenere impegnato il personale.

Stellantis Cassino, la carenza della centralina conclude anzitempo la settimana di lavoro: nessun sabato di recupero per il personale

alfa romeo cassino

Nel frattempo, le immatricolazioni nel mese di giugno del gruppo Stellantis hanno fatto registrare in Europa un calo del 16,5 per cento. L’area di riferimento è quella formata dagli Stati membri dell’Unione Europea, dal Regno Unito e dall’Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera). Il dato è emerso dai dati mensili resi noti dall’associazione continentale dei Costruttori Acea. La quota è calata dal 21,3 al 19,4 per cento.

Analogamente alle rivali, sulla società diretta da Carlos Tavares incide la delicata situazione economica e politica. Tra la crisi dei componenti, la guerra in atto tra Russia e Ucraina, l’aumento dei prezzi dell’energia e il clima di incertezza generale, molte criticità si stanno facendo sentire.

Cassino Plant

Il periodo turbolento di Piedimonte San Germano è lo specchio delle difficoltà complessive della filiera delle quattro ruote. Per la prima volta da decenni, proprio quest’anno che l’impianto di Cassino, ex Fiat, poi Fca e quindi Stellantis, compie mezzo secolo, il centro scenderà sotto la soglia dei 3 mila dipendenti. Fino a non molto tempo fa, il sito pedemontano era uno dei maggiori della nostra penisola e contava circa 5 mila addetti tra operai e impiegati: poi man mano si è passati ai 4 mila.

Nell’ultimo biennio, l’ondata di pensionamenti e lo stop delle assunzioni, fermatesi a quota 300 nel 2017 quando ebbe il via la fabbricazione dello Stelvio, hanno portato il complesso a presentare 3.070 dipendenti. Tanti ne risultano alla Fim-Cisl, che ha da poco pubblicato il report del primo semestre 2022. Entro la fine dell’anno avranno luogo ulteriori tagli al personale.

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