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Il Governo ha già rinnovato i bonus auto: bufala

Alcuni portali online danno per certo che il Governo Draghi abbia già rinnovato nel 2022 i bonus auto: una fake news

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Bufala crudele quella che spopola online in queste ore. Alcuni portali web danno per certo che il Governo Draghi abbia già rinnovato nel 2022 i bonus auto. No, è una fake news. Che illude i consumatori, magari spingendoli anche ad andare nelle concessionarie. Qui i venditori, anch’essi in difficoltà, si vedono costretti a rispondere che no, non c’è nessun incentivo 2022.

Bonus auto: solo parole per ora

Per adesso, ci sono solo intenzioni, parole dei politici. Come successo a fine 2021. Gilberto Pichetto, viceministro allo Sviluppo Economico, ha fornito alcune rassicurazioni sulla possibilità di rilanciare gli ecobonus statali. Il Governo Draghi farà una valutazione.

Cautela: per la legge Bilancio 2022, lo stesso viceministro aveva chiesto un miliardo di euro. Tuttavia, l’Esecutivo ha valutato di dovere privilegiare gli interventi sul caro prezzi e il caro energia. Così, le risorse di 4 miliardi di euro sono finite su quei capitoli.

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Resta l’allarme Unrae (Unione Case estere): diventa improcrastinabile e urgente avere un riscontro concreto ai tanti appelli rimasti senza risposta.  Sono state generate rassicurazioni poi disattese, dice.

Ecco la domanda: il Governo italiano come intende definire, di concerto con le principali associazioni di settore, l’agenda dei prossimi mesi e anni in termini di incentivazione all’acquisto per vetture di ultima generazione? Serve l’accelerazione del ricambio del parco circolante, sviluppo delle infrastrutture di ricarica e riforma della politica fiscale del settore, chiosa l’Unrae.

Incentivi: almeno per le elettriche

Se non per tutte le auto poco inquinanti, servirebbero bonus almeno per le elettriche. Per Motus-E, Nella Legge di Bilancio 2022 è totalmente assente una strategia per la transizione energetica del settore automotive e per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica private.

Senza interventi strutturali, molto probabilmente nel 2022 la quota di mercato dei veicoli a zero o ridottissime emissioni precipiterà: mentre l’anno scorso è iniziato con una quota del 4,7 per cento e si è concluso con il 13,6 per cento di dicembre, quest’anno rischia di assestarsi su valori tra il 6 e il 7 per cento, ben lontani dalle previsioni per gli altri Paesi europei.

Senza interventi l’Italia sarebbe meno competitiva nel confronto con altri Paesi, dove articolati pacchetti di misure pro mobilità elettrica agevoleranno una rapida accelerazione nell’installazione di una capillare rete di infrastrutture di ricarica anche privata.

I firmatari dell’appello ritengono critica e strategicamente pericolosa la totale assenza di programmazione e di misure adeguate al momento storico e al peso industriale, economico e sociale dei comparti rappresentati. Chiedono pertanto al Governo di intervenire fin da subito con un piano d’azione e dare un segnale importante al Paese.