in

Truffa delle revisioni auto false: come evitarle

Idea di FederIspettori: ispettori della revisione indipendenti dalle officine, contro le frodi delle revisioni auto. In linea con l’UE

revisioni auto 2

Unione Europea in guerra contro chi bara alla revisione periodica ministeriale dell’auto. Quale soluzione anti truffe? Idea di FederIspettori (Federazione che rappresenta chi effettua le revisioni periodiche nelle officine private): servono ispettori della revisione indipendenti dalle officine. Infatti, spiega alVolante.it, prima del 1997, le revisioni erano svolte presso la Motorizzazione civile locale. Da allora, il compito è affidato ai centri di controllo: si chiamano così le officine (oggi circa 9.000 in tutta Italia) che hanno ottenuto una delega dal ministero delle Infrastrutture.

Si crea un conflitto di interessi, per FederIspettori: gli ispettori sono dipendenti delle officine. Qualche centro “furbetto” può essere indotto a promuovere vetture che invece andrebbero bocciate. Invece, con la totale autonomia degli ispettori, questi e i centri di controllo non avrebbero più nessun interesse a spingere: fenomeno che esiste, seppure non ci siano numeri ufficiali. Ogni tanto, emerge qualche scandalo. A causa di qualche mela marcia.

revisioni auto

Revisioni auto: quando vanno fatte

La revisione va fatta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione. Poi ogni 2 anni. Attenzione a saltarla: chi causa un incidente senza revisione rischia la rivalsa assicurativa. La compagnia risarcisce i danni e poi si fa indennizzare da chi è senza revisione.

Infine, attenzione: 78,75 euro, questa la vera tariffa della revisione auto. Tutti i prezzi ventilati sinora erano sbagliati, per vari motivi. Non sono 79,02 euro. Sino a fine ottobre 2021, la tariffa era invece di 66,88 euro.

Dal 3 gennaio 2022, c’è la piattaforma informatica denominata ‘Buono veicoli sicuri’ per chiedere il rimborso di 9,95 euro a compensazione dell’aumento, pari alla stessa cifra, delle tariffe per la revisione dei veicoli a motore e rimorchi.

Il contributo può essere chiesto per le revisioni effettuate dal primo novembre 2021, giorno in cui è entrato in vigore l’aumento tariffario, e per i tre anni successivi. Nella prima fase della procedura, tuttavia, sarà possibile presentare la domanda di rimborso solo per le revisioni svolte nel periodo 1 novembre – 31 dicembre 2021, mentre per quelle successive occorrerà attendere un apposito avviso che sarà pubblicato sulla stessa piattaforma. Il ‘buono’ è concesso ai proprietari per un solo veicolo e per una sola volta.

Per presentare la domanda i cittadini interessati devono accedere alla piattaforma attraverso l’identità digitale Spid e compilare il modello disponibile sulla piattaforma. Il rimborso arriverà direttamente sul conto corrente.