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Auto: il preavviso di fermo amministrativo, cosa fare

Quando si riceve il preavviso di fermo amministrativo significa che da lì a pochi giorni la nostra auto sarà praticamente inutilizzabile.

Non sono pochi i contribuenti italiani che si vedono recapitare un preavviso di fermo amministrativo. Si tratta del preavviso di quel provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate minacciando di bloccare le auto di un contribuente, lo sprona al pagamento. Ma cosa succede in presenza di questo preavviso e a cosa deve prestare attenzione il contribuente?

Preavviso di fermo amministrativo, cos’è?

 

Il provvedimento di fermo amministrativo è successivo al suo preavviso. Un preavviso di fermo amministrativo da parte dell’Agenzia delle Entrate è quell’atto mediante il quale ad un contribuente viene preannunciato l’ipotetico blocco dell’auto o della moto.

Come è evidente, si tratta di contribuenti alle prese con omessi pagamenti di imposte, contributi, bollo auto, tasse e multe. Una volta che questi balzelli finiscono col diventare ruolo, cioè passano ad Agenzia delle Entrate Riscossione, di entra nel perimetro di utilizzo, da parte del concessionario alla riscossione, del fermo amministrativo.

Cosa accade se arriva il provvedimento di fermo amministrativo

Fermo Amministrativo Auto
fermo amministrativo

Una volta apposto su un veicolo, il provvedimento di fermo amministrativo è ornai attivo ed eseguito. Significa che in pratica, il veicolo di cui grava non può assolutamente circolare. E chiunque vivente trovato a circolare con un veicolo fermato amministrativamente, rischia pesanti conseguenze amministrative.

La multa prevista può are care anche a 7.953 euro. Inoltre va detto che una volta apposto su un veicolo, il fermo amministrativo è pure complicato da togliere. Infatti non basterà pagare il debito. Occorrerà anche provvedere a comunicare agli uffici competenti l’avvenuta regolarizzazione della propria situazione debitoria.

Il preavviso del fermo, cosa bisogna fare

“Un atto funzionale a portare a conoscenza del debitore la pretesa dell’amministrazione finanziaria”

È ciò che recita una nota sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 2017, la n° 22018.In pratica, per il tramite del preavviso, il Fisco non fa altro che diffidare il contribuente ad adempiere ad un vincolo che altro non è che il pagamento delle imposte, tasse o altro, dovuti.

Per questo il provvedimento di fermo amministrativo non può essere apposto ad un veicolo senza preventivamente passare dal preavviso. Solo dopo il preavviso l’Agenzia delle Entrate si libera da eventuali altri adempimenti. Infatti dopo il preavviso non ci sono altre comunicazioni verso il contribuente che o paga, o si adopera per risolvere la questione in altri modo (ricorsi), o ai vedrà fermata l’auto.

Il ricorso al preavviso di fermo amministrativo, si può

Il contribuente ha diritto a presentare ricorso, se ritiene giusto farlo, anche al preavviso di fermo amministrativo. Non deve necessariamente aspettare che l’auto venga fermata per ricorrere. Anzi, a dire il vero meglio farlo prima.

Naturalmente devono essere ricorsi debitamente motivati. Perché occorre trovare il cavillo, l’errore o la non adeguatezza delle cartelle da cui nasce il provvedimento di fermo minacciato. Infatti non di può ricorrere contro il preavviso ma contro ciò da cui il preavviso stesso sorge.

Si può anche utilizzare il preavviso, per comunicare all’Agenzia delle Entrate eventuali cause ostative al fermo amministrativo di un determinato circolo.

Auto strumentale, può essere sospesa la minaccia di fermo

Prima che sopraggiunga il provvedimento di fermo infatti, si può comunicare l’utilizzo strumentale del veicolo. Un lavoratore autonomo o un libero professionista per esempio, può spiegare all’Agenzia delle Entrate che il veicolo è utilizzato per lavoro ed è fondamentale per l’attività svolta.Il principio della giurisprudenza è sempre lo stesso.

Essendo la causa scatenante di un minacciato fermo amministrativo, un debito che il contribuente ha con uno o più enti pubblici, impedire allo stesso contribuente di procacciarsi i soldi per saldare la situazione è evitabile.

Vietato quindi bloccare il mezzo che serve a guadagnare ad un contribuente indebitato. Se il veicolo su cui il fermo viene minacciato, è indispensabile per lo svolgimento dell’attività lavorativa, la legge vigente prevede l’esonero dal fermo stesso.

Serve dimostrare nel ricorso, l’assoluta importanza del veicolo per l’attività svolta dal contribuente interessato. L’auto deve essere strumentale ed il più delle volte deve essere iscritta tra i beni durevoli e strumentali dell’attività stessa. Spesso infatti, non serve indicare l’auto come necessaria per raggiungere il posto di lavoro se il percorso casa lavoro è coperto bene dai mezzi di trasporto pubblici.

In altri termini, dimostrare il fatto che l’auto sia necessaria per l’attività, non è certo la cosa più facile del mondo.

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