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Stellantis: bilancio 2021 per Termoli e il futuro dello stabilimento

Anche per lo stabilimento Stellantis di Termoli il 2021 non è stato positivo e si resta in attesa di buone nuove per la Gigafactory

Il settore metalmeccanico non ha passato certo il suo miglior periodo in questo 2021. Stellantis e le sue fabbriche in Italia hanno vissuto un 2021 tribolato come e forse più del 2020. L’emergenza sanitaria iniziata nel 2020, ha continuato a sortire i suoi tristi effetti anche nel 2021. A questa emergenza si è aggiunta quella della carenza dei semiconduttori, cioè di quei famosi microchip di provenienza asiatica che tutte le case costruttrici di auto stentano a trovare.

Un insieme di fattori che hanno prodotto continue problematiche nelle fabbriche italiane del quarto produttore mondiale di auto. Fa specie parlare in questi termini di un colosso come Stellantis, nato dall’unione di due grandi aziende del settore, cioè la francese PSA e l’italiana FCA.

Eppure la crisi, soprattutto produttiva è latente. I lavoratori spesso in cassa integrazione. Le fabbriche spessissimo chiuse per giorni e giorni. E tutti i 14 brand di Stellantis, da Fiat ad Alfa Romeo, da Peugeot a Citroen, e poi ancora Jeep, Opel e così via, stentano a rispondere agli ordini dei clienti.

Lo stabilimento di Termoli non fa eccezione. Nonostante si tratta di uno dei pochi stabilimenti in cui Stellantis ha già annunciato di avere un piano per il futuro, anche a Termoli i problemi sono stati enormi.

Il 2021 per lo stabilimento Stellantis di Termoli, il bilancio

stellantis gigafactory

Anche a Termoli le fermate della produzione nello stabilimento sono state tante in questo 2021. La crisi sanitaria ed economica per la pandemia si è unita alla carenza dei microchip di provenienza asiatica, quelli cinesi, di Taiwan e coreani, per essere più precisi. E poi ci sono le “beghe” della transizione elettrica, con Stellantis che avendo intrapreso quella strada, ha di fatto iniziato la rivoluzione, con molti veicoli della gamma dei 14 brand ormai fuori dal ciclo produttivo o in procinto di esserlo.

Il fatto che anche Termoli ha vissuto un triste 2021, assume maggiore rilevanza dal momento che parliamo di una fabbrica che Stellantis ha già promesso di riconvertire alla produzione delle batterie per i veicoli elettrici. Termoli ha vinto la concorrenza interna di Melfi e soprattutto Mirafiori vedendosi assegnare la Gigafactory.

La terza fabbrica di batterie elettriche del gruppo in Europa, dopo quelle di Douvrin in Francia e Kaiserslautern in Germania, vedrà i natali in Molise. Ma resta incertezza sul piano industriale di Stellantis. Infatti anche se è stata già confermata la Gigafactory a Termoli, nulla ancora si muove e nessuna notizia trapela. Il manager portoghese Carlos Tavares, CEO di Stellantis ha dichiarato che sarà nel mese di marzo che verrà pubblicato il piano industriale nuovo di Stellantis. Per adesso tutto tace quindi.

Il bilancio è negativo secondo i sindacati, un 2021 da dimenticare nonostante la Gigafactory

Se non fosse per la promessa della Gigafactory, per Termoli il 2021 sarebbe un anno da cancellare immediatamente. Per lo meno la notizia che il gruppo italo francese ha scelto l’Italia e non la Spagna come sede della sua terza fabbrica di batterie per auto elettriche in Europa, è positiva. E il fatto che sia ricaduta sul Molise e non su Basilicata e Piemonte la scelta della sede italiana è una notizia positiva per Termoli.

Ma la Fismic-Confsal , una delle sigle sindacali che più sono sul pezzo aspettando nuove da parte di Stellantis, stila un bilancio comunque negativo di questo 2021.

Lo stabilimento di Termoli per il Molise è la realtà produttiva più importante e lo sa bene il segretario territoriale della Fismic-Confsal, Giovanni Mercogliano. Una nota positiva secondo il leader del sindacato metalmeccanico è che nei luoghi di lavoro di Stellantis, hanno funzionato i protocolli di sicurezza contro il virus.

Almeno sono stati scongiurati periodi di chiusura e focolai per questo motivo. Ma è sulla costante altalena della produttività che anche a Termoli il 2021 ha segnato il passo. Dopo i primi sei mesi del 2021, dove la produttività è stata discreta e più o meno costante, il secondo semestre è da bollino rosso.

Complice la carenza dei semiconduttori, il secondo semestre dell’anno per lo stabilimento ex FCA di Termoli le chiusure, le casse integrazione e gli stop produttivi sono stati molteplici come a Melfi e in altri stabilimenti di Stellantis nel Bel Paese. E il trend è evidente anche in questa parte finale del 2021, anche secondo Mercogliano. Anche a Termoli infatti la fabbrica chiude e le attività salutano fino al 2022. Si chiude una settimana prima della canonica chiusura per le festività natalizie. E si riaprirà, stando alle ultime notizie di cui parla anche il segretario della FIsmic-Confsal, solo dopo il 10 gennaio.

La transizione elettrica per Stellantis, i sindacati si sono dimostrati accondiscendenti

Il lavoro delle parti sociali per sostenere il momento è stato importante e anche Mercogliano lo sottolinea nel momento in cui ricorda ciò che è stato fatto. Soprattutto per Termoli la transizione elettrica rappresenterà una rivoluzione globale. Dalle auto a motore termico alle auto a motore elettrico cambia tutto e Termoli avrà un ruolo decisivo con le sue batterie.

I sindacati in questi mesi, al fine di aiutare l’azienda e i lavoratori a mitigare questa grave fase di crisi e per aprire ad un futuro più roseo, hanno più volte sottoscritto intese con Stellantis.

Anche la Fismic-Confsal, ha avallato accordi con l’azienda come per esempio sui contratti di solidarietà. Ma anche sulle uscite volontarie. Adesso però si chiede di mettere fine alle incertezze, di trovare soluzioni adatte a preservare e salvaguardare i livelli occupazionali. Su questo il piano industriale di Stellantis deve essere chiaro. Il futuro degli stabilimenti italiani passa da questo piano industriale.

Dopo gli incentivi ad andare via dall’azienda, dopo la sottoscrizione degli accordi sui prepensionamenti coi contratti di espansione, l’emorragia di operai ed impiegati deve finire. Occorre che Stellantis metta nero su bianco i progetti per le fabbriche italiane. I piani e le promesse oggi messe in campo non bastano più.

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