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Stellantis: alla Sevel di Atessa si lavora solo per il Messico

Nuovo stop alla Sevel di Atessa

Il terzo turno a cavallo tra 9 e 10 novembre ed il primo turno del 10 novembre stoppati da Stellantis alla Sevel di Atessa.
Ancora fermo produttivo per la fabbrica di Val di Sangro in provincia di Chieti dove Stellantis costruisce i furgoni.
Continuano i problemi quindi per il colosso nato dalla fusione tra i francesi di PSA e gli italiani di FCA.
E stavolta il problema proviene dalla Francia. Un problema aggiuntivo a quello della carenza dei semiconduttori asiatici che tanto sta cessando l’industria automobilistica mondiale.

Stop produttivo alla Sevel di Atessa

Due turni di lavoro sospesi ed operai a casa. È l’ultima pessima notizia che proviene dalla Società Europea Veicoli Leggeri di Atessa.
La fabbrica del gruppo Stellantis famosa per la produzione di furgoni, tra cui lo storico Fiat Ducato, si ferma per due turni tra 9 e 10 novembre.
La notizia è stata diramata dai vertici delle RSA dello stabilimento abruzzese.
Stavolta il fermo non dipende dai soliti microchip asiatici ma dai motori.
Infatti la notizia è che mancano i motori francesi, cioè di provenienza PSA.

Alla Sevel si lavora solo per le produzioni in Messico

La notizia del nuovo fermo produttivo alla Sevel di Atessa ha rincarato la dose delle già tante preoccupazioni che accompagnano i lavoratori della fabbrica cheatina.
E da indiscrezioni provenienti da fonti vicine ai sindacati, pare che non sarà un caso isolato questo stop di due turni tra martedì 9 e mercoledì 10 novembre.
La fermata della fabbrica ha prodotto naturalmente l’avvio della cassa integrazione a zero ore per i lavoratori della Società Europea Veicoli Leggeri.
Con tutte le problematiche relative a salario e ratei da maturare che gli addetti continuano ad avere a causa delle ripetute chiusure.
In pratica resta in piena efficienza e funzione solo l’area Cdk ad Atessa. È l’area dove vengono prodotti pezzi di ricambio per la vecchia generazione dei Fiat Ducato per il Messico.

Crisi profonda anche alla Sevel per Stellantis

Nonostante parliamo di una fabbrica che produce veicoli commerciali leggeri, anche la Sevel non viaggia in acque floride.
Ciò che sta accadendo adesso è lo stesso che si è verificato nei mesi scorsi per via della carenza di semiconduttori.
La crisi dei microchip, la difficoltà di approvvigionamento dall’Asia ha costretto per esempio, allo stop di settembre quando l’azienda decise di ridurre i turni da 18 a 15.
Una decisione che provocò non poche polemiche per via del fatto che si utilizzarono 900 lavoratori in meno. E di questi, oltre ai 600 in casa integrazione ben 300 si sono trovati senza rinnovo del contratto.
Tutti lavoratori in somministrazione per il tramite delle Agenzie di lavoro interinale.
Lavoratori per i quali da mesi i sindacati chiedevano la stabilizzazione dal momento che era massiccio il loro utilizzo.

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