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Stellantis Mirafiori: “Il doppio turno sulla Fiat 500 non basta”

Partito un volantinaggio indetto dalla Fiom Cgil davanti i cancelli della fabbrica di Mirafiori in cui si chiede chiarezza da parte dell’azienda

È stato l’unico sindacato a lamentarsi della chiusura dello stabilimento di Grugliasco e del trasferimento a Mirafiori di tutte le attività Maserati e di tutti i lavoratori. Parliamo della Fiom Cgil che ha contestato la decisione di Stellantis di chiudere la fabbrica Ex Bertone di Grugliasco.

Una chiusura non indolore secondo i metalmeccanici della Fiom che oltre a non aver detto di si a questa decisione come hanno fatto le altre sigle sindacali, adesso avvia delle iniziative. Da Torino e da Mirafiori in particolare, si ha notizia di un volantinaggio che la FIom ha deciso di avviare dinnanzi alla Porta Due dello stabilimento.

Cosa chiede la Fiom e cosa c’è nel volantino diffuso a Mirafiori

I metalmeccanici della Cgil, cioè i rappresentanti della Fiom continuano a mostrare malcontento nei confronti di Stellantis. I sindacalisti chiedono chiarezza  e soprattutto certezze su cosa accadrà ai lavoratori dell’Agap di Grugliasco. Chiarezza che evidentemente per i vertici del sindacato, soprattutto sul ricollocamento dei lavoratori in arrivo dall’ex Bertone di Grugliasco, ancora manca.

L’iniziativa presa dalla Fiom è un volantinaggio davanti alla Porta due di Mirafiori. Sono passati già 7 giorni dalla decisione di Stellantis di chiudere lo stabilimento che nel 2009 fu rilevato per conto di FCA, dall’allora CEO di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne. Evidentemente le frizioni che hanno spinto la Fiom Cgil a non avallare la decisione dell’azienda, continuano ad esserci tutte.

Oggi a Grugliasco hanno levato le bandiere e gli striscioni

Con un gesto simbolico la Fiom Cgil oggi ha levato dai cancelli di Grugliasco, bandiere e striscioni che gli appartenevano.  In pratica, hanno levato le loro bandiere per manifestare ancora di più il disappunto per la chiusura di Grugliasco e per continuare la polemica con le altre sigle sindacali (da Fim Cisl alla Uilm) che hanno sottoscritto l’intesa con i vertici della società nata dalla fusione tra i francesi di PSA e gli italiani di FCA.

E le bandiere e gli striscioni tolti dallo stabilimento Agap a Grugliasco, sono comparsi davanti i cancelli di Mirafiori. Proprio a Mirafiori si è spostata la polemica, anche perché i 1.100 dipendenti dell’ex Bertone di Grugliasco, saranno assorbiti da Mirafiori, almeno stando a ciò che l’azienda ha promesso. E di questi  1.100 lavoratori, 940 sono operai.

Le parole di Ugo Bolognesi, responsabile a Mirafiori della Fiom Cgil

Volantinaggio e spostamento delle bandiere e dei vessilli del sindacato sono le iniziative prese dalla Fiom per la quale ha rilasciato alcune dichiarazioni il responsabile per Mirafiori, Ugo Bolognesi,.

“Serve un progetto, serve chiarezza,  ovvero un piano industriale e certezze. Perché qui siamo davanti a una candela che lentamente si sta consumando e nessuno fa nulla per riaccenderla. Il silenzio, anche delle istituzioni e della politica, è totale”, sono queste le dichiarazioni del sindacalista dei metalmeccanici Cgil che tira dentro anche il governo nazionale e quello regionale, entrambi rei di restare in silenzio dinnanzi alla chiusura di uno stabilimento.

Proprio questo è alla base del malumore della Fiom che contesta la decisione delle  altre sigle sindacali che hanno deciso di dire di si al trasferimento da Grugliasco a Mirafiori.Le altre sigle sindacali hanno confermato che per loro va bene così, basta che vengano preservati i livelli occupazionali. Secondo le altre organizzazioni sindacali, più che le pareti e più che una fabbrica in più o in meno, serve l’occupazione e la sua garanzia.

In pratica, hanno preso per buona la promessa dio Stellantis di mantenere i livelli occupazionali senza esuberi. Ma si è trascurato, secondo la Fiom, l’indotto e soprattutto i servizi. Perché intorno ad ogni singola fabbrica non ci sono solo i lavoratori interni di Stellantis.

Il doppio turno sulla Fiat 500 è insufficiente

Le novità per Mirafiori iniziano ad essere copiose. A Mirafiori si costruisce la Fiat 500 elettrica, che per la storica fabbrica di Torino ha rappresentato la scialuppa di salvataggio in tempi di grave crisi come quelli che si vivono da mesi, tra pandemia e carenza dei microchip.

E proprio sulla Fiat 500 electric che sono stati raddoppiati i turni a Mirafiori. Una cosa che non è bastata a fugare i dubbi della Fiom. I metalmeccanici della Cgil pongono al Stellantis sempre lo stesso quesito che riguarda sostanzialmente la ricollocazione dei lavoratori che arriveranno entro gennaio, a Mirafiori, da Grugliasco.

Altre domande da parte della Fiom sono quelle relative alla cassa integrazione che è stata inserita negli accordi sottoscritti con le altre sigle sindacali. “Si stanno vedendo tutti i limiti del progetto del Polo del lusso.  La 500 elettrica e Maserati non possono bastare. Servono nuovi modelli. E non ci sono impegni sulla continuità dei siti torinesi, a partire da Meccanica, Presse ed Enti Centrali“, questo ciò che si legge sul volantino che la Fiom ha diffuso a Mirafiori.

E le critiche alle politiche aziendali da parte della Fiom riguardano anche i processi di rinverdimento del parco dipendenti. Uscite incentivate e contratti di espansione sono strumenti che Stellantis ha deciso di avviare per fare turnover, ma secondo la Fiom qualcosa non quadra. “Ci sono sempre nuove uscite incentivate, ma servono nuove assunzioni”, questo l’appunto mosso dalla Fiom.

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