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Divieti di sosta, patente: le novità del Codice della Strada

Cosa cambia per le modifiche al Codice della Strada del decreto Infrastrutture dopo l’ok della Camera dei Deputati.

Notevoli le modifiche al testo del decreto Infrastrutture nel suo canonico passaggio parlamentare. E sono diverse le novità riguardo al Codice della Strada, con parcheggi rosa, monopattini, multe e patenti di guida al centro di questi interventi normativi.

Vediamo adesso di approfondire il campo andando a vedere cosa davvero cambierà in materia di norme che regolano la circolazione stradale.

Breve cronistoria del decreto Infrastrutture, come si è arrivati a queste modifiche

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Infrastrutture il 2 settembre scorso. Un decreto nato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri in concorso con i Ministri del Lavoro, delle Infrastrutture, delle Politiche Sociali e dell’Economia e Finanze.

Il decreto licenziato positivamente dal Consiglio dei Ministri è stato pubblicato lo scorso 10 settembre in Gazzetta Ufficiale e quindi è entrato ufficialmente in vigore dal giorno successivo.

Ma nei meandri della burocrazia italiana, delle leggi e dei decreti, si è arrivati alla Camera dei Deputati. Infatti a Montecitorio il decreto Infrastrutture è stato presentato il 25 ottobre scorso e prima la Commissione permanente Ambiente e Territorio e poi quella sui Trasporti, le Poste e le Telecomunicazioni, hanno dato il via libera al decreto con tutte le modifiche approvate per via dei vari emendamenti che hanno ricevuto l’ok.

Cosa accadrà adesso e quando l’approvazione definitiva

Approvazione poi in Aula a Montecitorio arrivata ieri 29 ottobre. Adesso si va al Senato, per il via libera definitivo al nuovo testo del decreto Infrastrutture, quello contenente le modifiche.

Nello specifico il provvedimento, come viene definito dai legislatori, “adotta disposizioni che perseguono anche il fine di favorire gli investimenti per migliorare la mobilità, aumentare la sicurezza della circolazione ferroviaria e di quella su strade e autostrade, compresa quella del trasporto pubblico, incentivare l’acquisto di veicoli meno inquinanti e l’innovazione tecnologica”. Siamo di fronte ad un vero e proprio maxi decreto quindi.

Le modifiche al Codice della Strada, al settore viabilità, trasporti e sostenibilità dell’ambiente

Dalla stretta sui sempre più diffusi monopattini alle multe, dai documenti di guida ai mezzi di trasporto locale obsoleti, sono davvero tanti i punti salienti delle novità in materia di circolazione stradale che escono fuori dal decreto Infrastrutture.

Partiamo dai monopattini che vengono limitati nel loro utilizzo. Infatti viene imposto lo stop al loro parcheggio suoi marciapiedi, cosa questa diffusissima come si vede comunemente in molte città italiane. E poi, visto l’elevato numero di incidenti che sono stati causati da chi era alla guida di questi nuovi mezzi di trasporto, ecco che la velocità massima dei monopattini viene abbassata a 20 Km/h (era a 25 Km/h la precedente).

Viene imposto l’obbligo per i nuovi monopattini di montare gli indicatori di posizione e la luce di stop posteriore. Anche questa una novità del Codice della Strada. Ed infine, si inaspriscono le sanzioni per chi modifica il mezzo migliorandone le prestazioni e superando quel limite di 20 Km/h di cui abbiamo detto in precedenza.

Multe salate se si guida senza patente, ecco la novità per il Codice della Strada

Una novità introdotta adesso al decreto Infrastrutture riguarda le sanzioni per chi è colto a circolare privo dei documenti di guida, ovvero della patente o della carta di circolazione.

La multa di 42 euro resta tale, ma decade l’obbligo di andare alla Polizia, dai Carabinieri o da altre Forze dell’Ordine che hanno comminato il verbale, a presentare il documento che era assente all’atto della constatazione.

Adesso si potrà fare tutto on line, ovvero, si potrà mandare tramite posta elettronica il documento assente agli organi accertatori. Occorre ricordare al riguardo che la mancata presentazione post multa dei documenti come la patente o il libretto di circolazione, espone il trasgressore a una multa fino a 430 euro.

Altre novità in materia di circolazione e Codice della Strada

Non meno importante una novità nel segno della trasparenza. E l’argomento è sempre quello delle multe. Infatti con il decreto Infrastrutture arriva “l’obbligo per gli enti locali di rendere noti tutti i dati relativi ai proventi delle multe”.

I altri termini ogni anno le relative relazioni dei Comuni dovranno essere pubblicate sui siti istituzionali degli Enti. Cambia anche il modo di intendere il Taxi che adesso, oltre alle altre classiche auto o monovolume, potranno riguardare anche motocicli e velocipedi.

Anche la sostenibilità nelle modifiche al decreto Infrastrutture

Altra novità è l’estensione della gratuità del parcheggio sulle strisce blu per i disabili. Estensione perché molte città e molti Comuni, dall’alto del loro potere decisionale, adottano già l’esenzione del pagamento per i disabili.

Sempre in materia Codice della Strada, vengono anche introdotti i parcheggi rosa, o più precisamente, quelli che il decreto Infrastrutture chiama “stalli rosa”. Si tratta di quei posti di parcheggio destinati alle donne in gravidanza ai genitori con i figli fino a due anni di età. Vengono inasprite le sanzioni per chi invece occupa parcheggi riservati non avendone il diritto.

Nasce il nuovo Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (Cismi). Nuovo Centro  che sarà alle dipendenze del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile. Novità anche per la circolazione dei mezzi più vecchi destinati al trasporto pubblico.

Mezzi di trasporto pubblico obsoleti, arriva lo stop

Il nuovo decreto Infrastrutture al fine di ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento nei centri urbani, stabilisce la graduale limitazione alla circolazione dei vecchi mezzi più inquinanti adibiti al trasporto pubblico locale e alimentati a benzina e gasolio. In latri termini spariranno dalla circolazione i veicoli di categoria M2 e M3 (Euro 1) e questo dal mese di giugno 2022.  Si prevede anche lo stop agli Euro 2 dal gennaio 2023, mentre per gli euro 4 si passa allo stop dal 2024.

Per aiutare a perseguire l’obbiettivo, vengono stanziati subito dei soldi. Infatti per il 2022 cinque milioni di euro per aiutare nella sostituzione dei vecchi veicoli con i nuovi adibiti a trasporto pubblico.

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