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Stellantis: Cassino si vive giorno per giorno, pure Grecale slitta

Contratti di solidarietà attivati e comunicazioni di fermi a poche ore dal via del turno, i microchip rallentano la produzione a Cassino e anche il lancio della Maserati Grecale viene continuamente posticipato

Non c’è pace in Stellantis in Italia e non c’è pace per lo stabilimento di Cassino. Nel Lazio c’è uno degli stabilimenti di Stellanti più in sofferenza. Non che gli altri stiano meglio, perché i numeri di produzione e immatricolazioni, dicono chiaramente che oltre a Mirafiori, non ci sono altre fabbriche che vanno bene.

A Mirafiori la salvezza è stata la Fiat 500 elettrica, mentre negli altri stabilimenti tutto è fermo a progetti lontani (le 4 auto elettriche di Melfi, la Gigafactory di Termoli) o del futuro prossimo, ma ancora al palo. E lo stabilimento di Cassino non  fa eccezione.

Cosa accade a Cassino e cosa preoccupa i lavoratori di Stellantis

Lo stop continuo alle attività produttive dello stabilimento di Cassino e lo slittamento delle produzioni, per forza di cose avrà ricadute anche sull’indotto, perfino sulle aziende più grandi e importanti di questo spaccato produttivo. È un allarme dell’allarme quello che riguarda l’indotto, perché da tempo i sindacati contestano il modo di fare dell’azienda.

Nella settimana dall’11 al 17 ottobre, a Cassino si sono contate solo tre giornate lavorative. E la nuova settimana non è certo migliore della precedente. Dopo due giorni di lavoro nuovo stop, con i contratti di solidarietà riattivati dal 20 ottobre. La crisi dei microchip di provenienza asiatica è alla base di questa nuova fermata collettiva.

Lo stabilimento ex FCA di Cassino quindi è in piena sofferenza. Lo hanno confermato anche i sindacati.

«A Cassino il 2021 è stato caratterizzato dal continuo utilizzo di ammortizzatori sociali per mettere in sicurezza l’occupazione, che nel corso dell’ultimo anno e mezzo si è ridotta di oltre 1.000 lavoratori, passando da circa 4.300 a 3.289. Solo nel terzo trimestre si sono persi quasi 20 giorni lavorativi (-38%) rispetto al teorico, che vanno ad aggiungersi ai circa 46 giorni di chiusura collettiva del primo semestre”, questo il quadro generale esposto dal leader della Fim-Cisl, il segretario Ferdinando Uliano.

I dati su Cassino sono allarmanti

In altri termini, si contano già 73 giorni di chiusura dello stabilimento in questi primi 9 mesi e mezzo del 2021. Una media enorme di stop che ha portato a lavorare per circa 3 giorni a settimana da inizio anno. E si continua con questo trend, con la mancanza dei semiconduttori che continua a far rinviare anche il lancio del Suv Maserati Grecale, da molti visto come una specie di panacea su Cassino e sullo stabilimento Stellantis.

Pare, da indiscrezioni, che il lancio della Maserati Grecale, che sembrava imminente, slitterà alla primavera del 2022. Un danno enorme vista l’attesa per il lancio di un modello della Maserati che dovrebbe rivoluzionare il settore. Si tratta di un modello all’avanguardia in fatto di tecnologia, e quindi bisognoso di quei microchip la cui carenza è alla base della grave crisi in termini di produttività degli stabilimenti.

“Purtroppo fino a giugno del 2022 il tema del reperimento dei semiconduttori darà non pochi problemi al settore dell’Automotive ed in particolar modo a Stellantis. Per questo, per quel che riguarda Cassino, chiediamo che il Suv Grecale parta il prima possibile”, questo l’appello lanciato da Uliano che mette in luce il fatto che l’unica via di uscita che si vede per Cassino è proprio il Suv Maserati.

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