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Stellantis: a Cassino Plant il caos, operai rispediti a casa

Il prossimo 11 ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico, il governo deve dare risposte di una situazione che va peggiorando giorno dopo giorno ovunque in Stellantis.

“Per la carenza delle componenti, gli operai vengono rimandati a casa. Lo Stabilimento chiude, si riapre martedì”, così titolano diversi organi di Stampa locali e diversi siti web su ciò che sta accadendo a Cassino nello stabilimento Stellantis.

Momenti di tensione a Cassino, con i sindacati che battono i pugni e chiedono al governo di intervenire. L’occasione è ghiotta per le rivendicazioni e per mettere in luce le varie, tante e troppe problematiche dei vari stabilimenti di Stellantis in Italia, Cassino compreso naturalmente.

Infatti a Roma, dal Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, il giorno 11 ottobre sindacati, azienda e governo riapriranno un tavolo per discutere proprio delle questioni inerenti Stellantis. Dopo le notizie non certo positive e rassicuranti uscite fuori da Melfi, Termoli, Mirafiori e dalla Sevel di Atessa, anche a Cassino la tensione è salita a dismisura.

Cosa è successo a Cassino Plant

Lo stabilimento Fca Cassino Plant è stato fermato. Stellantis infatti ha comunicato il “senza lavoro” per mancanza materiale. Uno stop che era già da tempo nell’aria, ma che si è materializzato improvvisamente. Mancano i pezzi al montaggio e ai collegati. Per questo si chiude.

Dopo che gli operai sono stati mandati a casa giovedì scorso, improvvisamente e con un annuncio diretto di Stellantis, la conferma che la situazione sarà la medesima ancora per qualche giorno. Cassino Plant riapre martedì prossimo, perché anche lunedì tutti a casa per carenza di componenti.

«Stellantis ha comunicato che il giorno 1 e il 4 lo stabilimento è in Cds”, questa la comunicazione che l’azienda ha fatto recapitare alle Rsa dello stabilimento laziale. In pratica, si parte coi contratti di solidarietà.

Non mancano solo i semiconduttori, ma anche altre parti

Quello che ha portato a tutto questo, non è la classica carenza dei semiconduttori. Per carità, centra anche questa, perché i microchip e la loro carenza, interessano tutte le fabbriche di Stellantis, ma non solo, essendo una crisi planetaria. Il fato che a Cassino Plant oltre ai semiconduttori, mancano pure altri materiali come le viti di fissaggio dell’alternatore motore, per esempio.

Ed a pagare le conseguenze come sempre sono i lavoratori, non solo di Stellantis, ma anche del suo indotto, importante un po’ ovunque. L’incertezza sul futuro regna sovrana quindi, e così che si attendono buone nuove dal summit in calendario al Mise di Roma il prossimo 11 ottobre.

I sindacati in allarme lanciano il grido d’allarme

Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm sono subito intervenuti parlando di situazione non più sostenibile e di gravi pericoli per l’occupazione. Tutti insieme hanno chiesto che il governo prenda posizione. Anche da parte della Ugl stesse preoccupazioni e stessi tormenti.  In un incontro a Piedimonte, l’Ugl, con il suo segretario Gerardo Minotti e con il responsabile Stellantis Mario Cavacece hanno annunciato azioni.

L’Ugl esprime profonda preoccupazione per l’intero settore Automotive e per ciò che sta accadendo in Italia. Una crisi profonda scoppiata da quando è nato il colosso dell’Automotive conosciuto come Stellantis. Non che prima i Fiat Chrysler Automobiles la situazione era tanto migliore, ma adesso, dopo la fusione tra FCA e PSA, la situazione è addirittura peggiorata.

C’è di tutto nelle lamentele dell’Ugl,  dai pesanti tagli alle risorse, ai posti di lavoro a rischio, dagli stipendi sempre più bassi per via delle ripetute Casse integrazioni, al rischio delocalizzazione all’estero di linee di produzione.

Cosa sostiene l’Ugl su Stellantis, su Cassino Plant e sul vertice dell’11 ottobre

L’11 ottobre è prevista una riunione al Ministero dello Sviluppo Economico. Questo ormai è assodato e dietro questo summit l’attesa ormai è tanta. “Stellantis deve chiarire quale futuro ha in mente per lo stabilimento di Piedimonte e per gli altri siti italiani. I segnali non sono affatto incoraggianti”, questo ciò che dicono dalla Ugl. E sono segnali che, sempre per i rappresentati dell’Unione Generale del Lavoro, vanno nella direzione sbagliata.

“Oggi a Cassino Plant abbiamo tremila dipendenti con contratti di solidarietà che percepiscono stipendi bassi. Non si produce più a ciclo continuo da quando il turno notturno è stato soppresso. La sola Maserati Grecale non basta, occorrono altri segmenti ad alto volume se si vuole davvero tenere aperto lo stabilimento”, questo ciò che dicono dall’Ugl.

“Oggi tutti si riempiono la bocca parlando di elettrificazione come il futuro dell’Automotive. Noi pretendiamo che si parli invece del presente e che qualcuno si faccia carico dei problemi attuali degli addetti i quali oggi hanno bisogno di stipendi più alti e di certezze per arrivare a fine mese”, ecco perché dall’Ugl la preoccupazione è tanta.

I progetti futuri, le promesse sull’elettrificazione, la Gigafactory a Termoli o le 4 nuove auto elettriche a Melfi, sono troppo lontane nel tempo. Occorre guardare all’attualità.

L’Ugl e il peso politico francese maggiore di quello italiano

Prima guardare all’attualità quindi, perché vanno risolti i problemi dell’immediato e poi se mai, parlare di futuro. Anche l’Ugl chiede l’intervento diretto del Governo quindi.

 “Vorremmo ricordare che Stellantis ha al suo interno il governo francese con una quota del 10%, che finanzia e detta i tempi e i modi dei nuovi investimenti, favorendo il proprio territorio a scapito di quello italiano”, così l’Ugl ricorda l’assenza dello Stato italiano in Stellantis.

“Occorre un intervento di Draghi e Giorgetti per pareggiare il peso politico all’interno dell’azienda ed evitare ulteriori penalizzazioni al nostro comparto. A noi fanno piacere i tanti tavoli permanenti che si sono aperti ma soltanto un intervento pesante del nostro premier e del ministro può arginare la deriva”, così chiudono la dura presa di posizione i due rappresentanti dell’Ugl.

E gli fa eco anche Enzo Valente, responsabile dell’Ugl Frosinone.  “Il tavolo permanente di confronto su Stellantis va bene ma è opportuno capire a cosa è finalizzato. L’azienda non potrà mai garantire i livelli occupazionali delle precedenti gestioni. Occorre pensare a un’economia diversa che non si basi solo sull’automotive, sfruttando le risorse del Pnrr, seguendo le indicazioni che il piano stesso fornisce per rendere più attrattivo il nostro territorio” queste le parole del segretario Valente.

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