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Bonus rottamazione auto in Veneto: nel fondo altri 7,9 milioni di euro

La Regione Veneto stanzia un fondo: bonus rottamazione auto a favore delle vetture elettriche, per combattere l’inquinamento atmosferico

Butti via la vecchia macchina sporca e insicura, compri un veicolo pulito e sicuro: ecco la filosofia del bonus rottamazione auto in Veneto. “Continua con azioni puntuali e continuative la nostra battaglia per ridurre lo smog e migliorare la qualità dell’aria”. A dirlo è l’assessore all’Ambiente del Veneto.

La Giunta regionale ha infatti deliberato lo stanziamento di ulteriori 7.866.000 euro (per un totale di quasi 13 milioni di euro): si amplia il numero dei beneficiari del bando 2021 per la rottamazione delle vecchie auto. Con contestuale acquisto di nuovi mezzi a basso impatto ambientale. Già promosso nei mesi scorsi con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro.

Il contributo va da 3.500 a 8.000 euro a fronte della rottamazione di autoveicoli altamente inquinanti, e contestuale acquisto di automezzi a basso impatto ambientale. Meno il nuovo inquina, più alto il bonus.

Il veicolo da rottamare/demolire deve appartenere alla categoria Autovettura “M1”, esclusivamente trasporto persone, e alle seguenti classi emissive. Benzina Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4; gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4, Euro 5

Possono presentare istanza di contributo i soggetti privati, residenti in Veneto, con un reddito personale come da dichiarazione 2020 (riferita ai redditi 2019) non superiore a 75.000 euro.

Bonus rottamazione auto: come a Milano

Proprio come fanno pochi altri Enti locali (vedi Milano), nel Veneto c’è un percorso virtuoso. Dal 2017, la Regione è impegnaa su questo tipo di misura antismog. Problema molto sentito nel Bacino Padano dove c’è scarsissimo ricambio d’aria.

Comunque, in Veneto, c’è il talvolta il superamento del limite giornaliero del valore medio del PM10. Non c’è il superamento per il valore medio annuale, da alcuni anni. In parallelo, partirà il nuovo bando per il rinnovo di stufe e caldaie. Perché le emissioni arrivano da numerose fonti, non certo solo dalle auto vecchie diesel o a benzina.

Confrontando con i dati del 2020 il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero delle polveri PM10 registrato fino a settembre 2021, si evidenzia una sensibile diminuzione degli sforamenti.

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