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Le Lancia del futuro coi nomi del passato

Ridare importanza alla propria storia: è questo ciò che vuole mettere in pratica Lancia, nel suo nuovo corso

Lancia Delta

Attingere dalla propria storia è ciò che un marchio come Lancia ha nell’animo di mettere in pratica. L’identità forte di un marchio come quello del costruttore torinese è oggi riposta in uno e uno solo modello a listino: una condizione che non può più bastare. Lo sa bene Luca Napolitano, nuovo CEO di Lancia, lo sa probabilmente anche Stellantis che ha rimesso in gioco il marchio posizionandolo all’interno del comparto premium del Gruppo. Assieme ad Alfa Romeo e DS.

Di tali aspetti e principi, Napolitano ha parlato con Roberto Giolito che è il responsabile di FCA Heritage discutendone all’interno del secondo episodio della serie “Eleganza in Movimento”. Rinviare il rilancio non è nei piani di Lancia, ragionare con uno sguardo rivolto al passato si. Tra le volontà del nuovo corso ritorna l’importanza del riutilizzo dell’alfabeto greco per riportare in auge nomi iconici a cominciare dai mitici Delta o Beta. Senza disdegnare le altrettanto iconiche denominazioni legate alle strade romane. Con la transizione elettrica sempre più imperante, e ora imposta anche per legge nel breve termine, gli equilibri mutano e Lancia non si farà trovare impreparata. C’è da attendersi nuovi modelli all’orizzonte.

L’importanza di un patrimonio unico per Lancia

Pochi possono vantare storia e modelli come Lancia. Il futuro del marchio necessita quindi di rivolgere lo sguardo verso le certezze di un passato che negli appassionati è più vivo che mai. Lancia sa da dove ripartire: “abbiamo nelle nostre mani un patrimonio che pochi altri marchi possono vantare. È un patrimonio che vogliamo preservare e su cui vogliamo costruire un grande futuro”, ha ammesso Luca Napolitano concludendo la seconda puntata della serie che celebra i 115 anni dalla nascita di Lancia.

L’innovazione introdotta dai modelli Lancia degli Anni Cinquanta e Sessanta, quelle battezzate con le denominazioni delle note strade consolari dell’Impero Romano (Aurelia, Flavia, Fulvia, Flaminia, Appia), sarà alla base del nuovo corso del costruttore torinese. È ovvio quindi che uno sguardo rivolto alle denominazioni, che introducono sempre un certo fascino, rimane assolutamente importante e alla portata della nuova ideologia che sta maturando a Torino. La sfida è però quella di evitare un riportare in auge denominazioni che facevano il paio con un certo tipo di vetture, su nuovi modelli che non rispecchiano caratteristiche e strutture di un tempo. Si farà di certo il possibile per fare in modo che non sia così.

Tornando all’importanza delle denominazioni dei modelli, la possibilità di virare sull’alfabeto greco si deve al fratello di Vincenzo Lancia. Giovanni Lancia, grecista, suggerisce nel 1919 di identificare le vetture del marchio con le lettere dell’alfabeto greco. L’amore per il mondo classico si rivede anche nelle denominazioni derivate dalle vie consolari e dalle località dell’Antica Roma. La nuova Lancia riparte dal passato, con la volontà di riportare certe denominazioni sui modelli che meritano. La conferma è dello stesso Napolitano: “vogliamo costruire la rinascita di Lancia partendo dall’alfabeto greco, o dalle vie dell’antica Roma, la città simbolo dell’Italia e delle nostre origini. Costruiamo il domani partendo da ciò che ci ha reso grandi nel passato, ciò che ha fatto sognare milioni di appassionati”.

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