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Comprare auto d’epoca: quali rischi corre il collezionista, lo studio

Insieme al numero di veicoli in crescita riportato dall’ACI cresce quello dei truffatori pronti a raggirare chi vuole comprare auto d’epoca. Quali rischi corre il collezionista e l’investitore? A questa domanda ha risposto uno studio di Classic Trader che analizza nei dettagli il fenomeno.

Il boom dell’automobile d’epoca non si arresta: l’Automobile Club d’Italia riporta un aumento del 10.8% (dal 1° gennaio 2017) delle auto d’epoca immatricolate. E’ stata finora raggiunta la cifra record di 381.027 veicoli, un mercato che vale miliardi. Un piatto ricco per truffatori che tentano i loro raggiri in modo sempre più frequente.

 

 

Lo studio di Classic Trader suggerisce come comprare auto d’epoca

Per il suo interessante sondaggio, la piattaforma Classic Trader ha intervistato oltre 300 acquirenti e venditori: il focus principale è il tema dei pericoli ed eventuali rischi in fase di acquisto di auto d’epoca. Partendo dall’individuazione dei più grandi pericoli in agguato, lo studio punta a suggerire, sulla base dei dati raccolti, come fare acquisti in sicurezza, cosa è importante sapere prima di comprare auto d’epoca. Il compratore, per il 96% degli intervistati, è di sesso maschile, con fascia di età compresa tra i 41 ed i 50 anni. Il 60% ha acquistato più di 3 auto d’epoca, il 41% da 1 a 3 vetture. La grossa fetta è rappresentata da concessionari od appassionati che acquistano per fini speculativi, per accrescere il valore delle loro auto.

 

 

Comprare auto d’epoca: i rischi maggiori per l’acquirente

Per rischio s’intende frode. In base alle esperienze degli intervistati da Classic Trader è stata stilata una classifica dei maggiori pericoli per chi intende comprare auto d’epoca:

  • Difetti nascosti. L’80% degli intervistati ha acquistato un’auto con difetti non visibili al momento della vendita;
  • Incidenti occultati (33%) e contachilometri manomessi (18%) la cui riparazione può anche arrivare ad un multiplo del prezzo effettivo d’acquisto. Una volta effettuato il pagamento, è impossibile recuperare il denaro anche con un contratto stipulato;
  • Gestione dei pagamenti (2%) che include falsi servizi di acconto di garanzia o di trasferimento di denaro contante (documentazione falsa, spedizionieri scomparsi con acconti di garanzia, ecc.).

Il rischio di ipervalutazione è sottinteso, non è una novità né una rarità quando si acquistano auto (o qualsiasi altro oggetto) d’epoca: il 35% dei compratori intervistati è stato truffato almeno una volte, in questo senso (di cui il 70% in Italia e il 44% all’estero).

Il danno complessivo subito dagli intervistati in termini di ipervalutazione supera i 700.000 euro (una media di circa 8.500 euro). E’ necessario un esperto sia per la valutazione sia per verificare eventuali manomissioni e difetti nascosti.

 

 

Il metodo di pagamento più sicuro per chi compra auto d’epoca

Sulla base dei dati di Classic Trader, l’81% dei compratori ha pagato almeno una volta in contanti, il 34% con bonifico bancario. Per la stragrande maggioranza degli intervistati, i pagamenti in contanti rappresentano il modo più semplice ed economico per saldare il debito con un antiquario. Peccato che, in termini di sicurezza, non è consigliabile presentarsi da soli con ingenti somme di denaro.

In tal senso, è più sicuro pagare utilizzando il metodo dell’acconto di garanzia notarile (o di avvocato), scelto da oltre il 65% dei compratori. Segue l’acconto di garanzia (escrow), metodo di pagamento scelto nei casi più rari che richiedono maggior sicurezza: viene scelto di rado per via della complessità della transazione e per i costi elevati. Riguardo al metodo escrow, c’è da scegliere con prudenza gli agenti fiduciari (spedizionieri, compagnie di navigazione). Potrebbero non esistere o avere una falsa presenza online e scomparire subito dopo aver ricevuto l’acconto di pagamento.