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Auto elettrica, la Spagna investe 4,3 miliardi: Italia caso isolato

Gli iberici impiegano parte del Recovery Fund nella mobilità del futuro

Spagna in piena accelerazione sul fronte auto elettrica: impiegherà 4,3 miliardi di euro dei fondi derivanti dal Recovery Plan per sostenere la transizione verso la mobilità pulita in terra iberica. Così dice il presidente del governo, Pedro Sanchez. Pertanto, l’Italia diventa un caso sempre più isolato sotto due punti di vista.

Primo: non c’è un euro investito nell’elettrico previsto dal Piano presentato a Bruxelles. Fatta eccezione per qualche piccolo investimento nelle colonnine di ricarica, peraltro senza cronoprogramma scadenzato negli anni. Secondo: gli incentivi auto arrivano con emendamenti a decreti, in modo confuso e disordinato, senza un programma organico derivante da un disegno legge concepito a tavolino. Viceversa, Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna stanziano somme rilevanti per l’auto elettrica. Per non parlare degli Stati Uniti. 

Vedremo cosa accadrà con la Gigafactory Stellantis di Termoli: l’auspicio è che il Governo riesca a convogliare risorse private per far decollare l’auto elettrica. Un’occasione d’oro per creare lavoro e per rilanciare la nazione dopo la pandemia di Covid.

Auto elettrica: quanto investe la Spagna

In Spagna, tutto ruota attorno al Perte: Progetto strategico per la ripresa e la trasformazione economica. Si stimolano gli investimenti privati nel settore: estrazione del litio, assemblaggio dei veicoli, produzione delle batterie e delle vetture, tutta la filiera è coinvolta. A beneficio anche di Seat e della società energetica Iberdrola che costruiranno a Martorell una Gigafactory.

Di 70 miliardi di euro Ue alla Spagna entro il 2026, 13 miliardi sono per la mobilità sostenibile. Arriveranno altri 15 miliardi dai privati. Questa almeno la stima dell’Esecutivo di Madrid. Morale: il contributo del settore automobilistico al PIL schizzerà dall’attuale 10% al 15% entro il 2030. Parliamo di posti di lavoro: in proporzione, per un occupato nuovo nell’automotive, ce ne saranno quattro nell’industria ausiliaria e sette nelle società di servizi. Ovviamente, un miliardo sarà destinato alla rete di ricarica dei veicoli sul territorio nazionale: senza colonnine, anche fast e ultra fast, la mobilità verde non decolla.

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