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Stellantis Termoli: Cig, ritardi e niente novità

Poche novità sono emerse il 15 giugno al Mise per lo stabilimento in Molise.

Stellantis non smobilita in Italia, anzi investe e guarda all’elettrico. È quanto è emerso nel summit dello scorso 15 giugno a Roma. Investimenti futuri, perché la Road map dice 2024 come partenza delle promesse 4 nuove auto elettriche di Stellantis

Ciò che preoccupa però è il presente, e in alcuni casi anche l’assoluta assenza di novità di rilievo. È il caso dell’ex stabilimento Fiat di Termoli, in Molise. 

Stellantis, tra presente e futuro

Lo scorso 15 giugno a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, il titolare del Mise ha ospitato in un summit molto atteso, il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, i sindacati metalmeccanici più rappresentativi e i rappresentanti di Stellantis.

Un vertice che doveva chiarire alcuni aspetti che soprattutto ai lavoratori apparivano poco chiaro. Aspetti collegati alle politiche aziendali e ai futuri programmi produttivi di cui, specie i lavoratori erano all’oscuro. 

Non che dal vertice sia uscito qualcosa di più chiaro, ma qualcosa di nuovo si, ma non per l’ex stabilimento Fiat di Termoli, oggi naturalmente Stellantis. A Melfi dal 2024 si produrranno 4 nuovi modelli di auto elettriche multimarca.

E sempre Melfi è in concorrenza, con Mirafiori per un’altra promessa di Stellantis, cioè la prima fabbrica di batterie elettriche in Italia, la terza Gigafactory di Stellantis dopo Francia e Germania. Niente di ufficiale, si intende, perché siamo nel campo delle promesse, progetti a lunga gittata. Ma per lo meno dal summit al Mise, il nome dell’ex stabilimento FCA di Melfi è uscito. Promesse o no di Melfi si è parlato nel vertice. In Molise però le polemiche sono piuttosto numerose visto che al contrario di Termoli non è uscito nulla. 

Stabilimento Stellantis di Termoli, cupo il presente e pure il futuro?

Quindi sullo stabilimento ex Fiat di Termoli nessuna buona nuova dal summit del Mise, e nemmeno promesse o ipotetici investimenti. E nel frattempo si preannuncia un nuovo ricorso alla cassa integrazione guadagni.A Termoli si è ancora in attesa del via alla produzione del nuovo motore ibrido GSE. E le anticipazioni sugli investimenti futuri da parte di Stellantis continuano ad essere in sensibile ritardo, con alcuni stabilimenti italiani, tra i quali banche l’ex Fiat di Termoli, che si avviano ad iniziare un nuovo mese caratterizzato da produzione ridotta e un costante ricorso alla cassa integrazione. 

Come si sa, a Termoli, si producono motori e cambi e oggi siamo al punto forse più basso da quando il sito molisano è nato. Senza considerare che c’è un filo diretto evidente tra Termoli e Melfi. In effetti, oltre alla vicinanza tra Basilicata e Molise, c’è da sottolineare come la produzione di Termoli sia strettamente collegata a quella di Melfi visto che ciò che di costruisce in Molise, finisce sulle auto che di producono a Melfi. E se si taglia una linea produttiva in località San Nicola di Melfi (notizia non smentita nel vertice del Mise, anzi, confermata a tutti gli effetti), la ricaduta su Termoli è pressoché scontrata. In effetti la gran parte delle attività produttive di Termoli sono collegate al vicino stabilimento di Melfi. 

Sindacati e politica si muovono

Che la situazione di Termoli non sia rose e fiori è evidente anche in base a ciò che sindacati e politici dicono e fanno. Per esempio, vanno riportate le esternazioni provenienti dalla Uilm (i metalmeccanici della Uil), la cui segreteria territoriale precisa che “per far fronte alla grande sfida dell’elettrico e salvaguardare soprattutto l’occupazione e la produzione, c’è bisogno di una strategia e di proposte chiare e condivise”. E sono tutte le cose che effettivamente mancano, anche perché come già detto in precedenza, il progetto del nuovo motore ibrido GSE continua ad essere rimandato, senza una data precisa di quando effettivamente si partirà, nonostante sia da due anni in pre-produzione (esattamente dal 2019). Doveva partire nella seconda parte del 2020, poi ad inizio 2021, ma, a quanto trapela, la pandemia ha ritardato il tutto e siamo entrati quasi nella seconda parte del 2021, con i nuovi motori mild hybrid non sono ancora pronti.

Niente di ufficiale e siamo come al solito nel campo delle voci e delle indiscrezioni che fanno credere come potrebbe essere settembre il mese giusto, ma ne la politica, ne gli operai e i loro rappresentanti ci credono. A dare manforte alla teoria del “non ci crediamo più”, il fatto che anche il via alla produzione dell’Alfa Romeo Tonale, i cui motori dovevano provenire dallo stabilimento molisano, è slittato.

E se pensiamo che a Termoli i motori ibridi sono quelli che dovrebbero finire sui tre veicoli che si producono a Melfi, cioè le due Jeep, Compass e Renegade e la Fiat 500X, visto ciò che sta accadendo in Basilicata con il taglio della linea della Compass, la sfiducia sta diventando regola.

Anche l’indotto a Termoli preoccupa

Lo stabilimento Stellantis in Molise, è tra i siti produttivi italiani del colosso dell’Automotive nato dalla fusione di FCA con PSA, che resta ancora in attesa di scoprire il proprio futuro. Pur se buono come indirizzo, anche il nuovo motore ibrido GSE darebbe solo un po’ di ossigeno essendo un motore che riguarderà solo pochi veicoli e qualcuno che rischia di non essere più prodotto.

E al momento le uniche certezze sono la convivenza costante e continua con chiusure di produzione, riduzioni di attività e cassa integrazione. Con ricadute pesantissime anche sull’indotto, come dimostra ciò che ha detto Micaela Fanelli, capogruppo in Consiglio Regionale del Molise, in forza al partito Democratico.

Come in Basilicata anche nel piccolo Molise, sul Pil regionale incide pesantemente lo stabilimento Stellantis. Per questo occorre preservare l’occupazione e detonare tutti i rischi di riduzione che oggi sembrano dietro l’angolo.

Rischi che riguardano da vicino l’indotto. Infatti la Fanelli ha confermato che alcune cose stanno già accadendo a Termoli. “Già in questi giorni alcune attività demandate all’indotto (pulizia, illuminazione  movimentazione), sono state ridotte e forse alcune verranno tagliate”, questo il desolante quadro esposto dalla consigliera Regionale che per quanto concerne i tagli sottolinea che sarà probabilmente l’attività di manutenzione del verde quella che subirà di più questo stop. “E fino all’80% della forza lavoro la prossima settimana potrebbe essere messo in cassa integrazione. Questo quindi è il momento di agire e di far sentire la voce della politica che non può e non deve restare silente”, questo ciò che dice la Fanelli che anticipa la sua mozione in cui chiederà alla Giunta Regionale del Molise di avviare un tavolo tra Melfi, Termoli e Pratola Serra con cui si chiederanno interventi di salvaguardia al governo centrale. Anche perché le voci che arrivano da Stellantis sono poche e confuse ma nella realtà dei fatti sembra che gli investimenti di Tavares e di tutto il Gruppo viaggino distanti dall’Italia come dimostrano le indiscrezioni che parlano di imminenti investimenti in Polonia e negli Stati Uniti d’America. Senza considerare poi che la situazione in Germania e Francia è migliore rispetto all’Italia negli stabilimenti Stellantis.

E la politica è richiamata all’intervento anche dal direttivo provinciale dell’UGL che si è riunito oggi con la presenza del Segretario Nazionale della Federazione, Antonio Spera. Una riunione che aveva proprio come argomento centrale la crisi del settore e le problematiche inerenti lo stabilimento di Termoli.

Come lo stesso Segretario Nazionale Spera ha ribadito, l’UGL monitora con attenzione questa fase delicata che resta in attesa del nuovo piano industriale di Stellantis. Il Sindacato ribadisce la centralità dello Stabilimento molisano per Stellantis come lo era una volta per Fiat.  

“Da questo direttivo è emersa la volontà di coinvolgere anche gli organi politici molisani per arrivare ad una maggiore unità sindacale. Serve urgente una politica sindacale industriale a tutela del territorio che si proietti a difesa del lavoro e dell’occupazione in Molise ridando speranza, con punti d’incontro e dialogo, al futuro lavorativo che deve essere sistema cardine e di riferimento per le future relazioni tra sindacato e lo stabilimento Stellantis Termoli ed il suo indotto ad esso collegato”, queste le eloquenti parole del Segretario UGL.

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