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GP di Francia con l’amaro in bocca per Ferrari e Alfa Romeo

Fuori dai punti ci sono infatti sia la Ferrari che l’Alfa Romeo Racing, in entrambi i casi uscenti dal Paul Ricard con le braccia cadute e dichiarazioni spente

Carlos Sainz

Per un’Italia del Pallone che vince c’è l’altra faccia della medaglia che in Francia, tra distese d’asfalto e strisce colorate, non porta a casa manco un punto ad eccezione della sempre più concreta AlphaTauri che con un sempre più eccellente Pierre Gasly dà la paga ai grandi: anche blasonati corregionali. Fuori dai punti ci sono infatti sia la Ferrari che l’Alfa Romeo Racing, in entrambi i casi uscenti dal Paul Ricard con le braccia cadute e dichiarazioni spente.

Si può facilmente riprodurre un parallelo tra Ferrari e Alfa Romeo in questo caso, visto che in entrambi i casi (scusandomi per il gioco di parole) tutte e due provenivano da ottimi riscontri durante le precedenti apparizioni di Monte Carlo e Baku. C’è però da dire che la Ferrari fa i conti con un Cavallino azzoppato in gara e più competitivo in Qualifica, che però in Francia è rimasto in disparte dal venerdì alla domenica. Diverso l’approccio di Alfa Romeo che memore dei due punticini collezionati nel Principato e fra le vie veloci di Baku non riesce a convalidare il terzo finale a punti di seguito.

Carlos Sainz
Carlos Sainz

La Ferrari aveva messo le mani avanti

Si può dire però che la particolare conformazione del tracciato di Le Castellet aveva fatto già propendere la Scuderia di Maranello verso un approccio privo di ambizioni, che sin da subito era stato giudicato con pochissime possibilità residue utili a replicare quanto visto durante i due appuntamenti immediatamente precedenti. Sebbene quello del Paul Ricard si prospettava come un evento dalle indubbie difficoltà per la Ferrari, quanto visto ieri in Francia disorienta il Cavallino Rampante e un po’ tutto quel popolo di tifosi che sta tornando ad apprezzare una Ferrari che ce la sta mettendo tutta per risollevarsi.

La SF21 vista durante questo weekend francese è parsa più simile alla vecchia SF1000, capace quindi di riportare alla mente con una invidiabile semplicità quei fantasmi di un passato ancora non troppo lontano. Ne è venuto fuori quindi un piazzamento doppio al di là della zona punti con Carlos Sainz che prova a limitare i datti con una undicesima piazza finale che conta ben poco e un Charles Leclerc sedicesimo e doppiato al termine dell’appuntamento iridato d’Oltralpe.

Charles Leclerc

Nella lotta in riferimento alla terza piazza nel Mondiale Costruttori si riaffaccia così la McLaren che introduce un passivo di 18 punti a zero, formalizzando un +14 punti in classifica che non sono assolutamente pochi. Alla base dell’insuccesso della Ferrari c’è un anomalo degrado delle Pirelli, soprattutto anteriori, che avevano già condizionato la Qualifica. Al termine dell’appuntamento del Paul Ricard si riscopre quindi una Ferrari indebolita che ricorda tanto un 2020 disastroso, formalizzando un rendimento che rischia di risultare fortemente altalenante perlomeno se a Maranello non riuscissero a trovare la quadra della situazione in tempi brevi.

Degrado delle gomme

Questo perché il Gran Premio di Francia ha aperto un trittico di appuntamenti che già questa domenica condurrà in Austria, rendendo quindi misurato il tempo a disposizione di una Scuderia già con gli occhi rivolti quasi completamente alla stagione 2022 intesa come quella del riscatto. La sintesi dei problemi a marchio Ferrari patiti in Francia è quella relativa ad un degrado delle gomme spropositato che aveva spinto Leclerc ad essere il primo ad imboccare la corsia dei box per puntare sulle Hard in luogo delle Medie, rilevatesi comunque poco incisive nel computo prestazionale complessivo. A tracciare l’identikit del problema è stato poi il monegasco a fine gara: “sia Carlos che io abbiamo fatto moltissima fatica. Abbiamo consumato le gomme troppo velocemente. Nel breve periodo questo problema di consumo gomme non credo sarà risolvibile. È un nostro handicap che si è amplificato al Paul Ricard”.

Carlos Sainz
Carlos Sainz

Un dato fortemente indicativo è rappresentato dal fatto che, guardando ai giri più veloci della gara, Carlos Sainz è stato più veloce solamente di Yuki Tsunoda e Nikita Mazepin: peraltro di un nonnulla. “Oggi c’erano macchine che facevano 1’37” in gara e noi 1’39”, mentre in qualifica ieri abbiamo dato loro mezzo secondo. C’è tanto da capire dal punto di vista delle gomme, cercheremo di fare delle analisi e trovare delle soluzioni per l’Austria. Non ci aspettavamo questo tipo di difficoltà in gara. Siamo sinceramente molto sorpresi. E molto delusi anche. Non ci saremmo mai aspettati di essere così tanto lenti e con così tanto degrado”, ha ammesso uno sconsolato Carlos Sainz. Ma ad onor del vero ci sarà poco da sperare perché lo sviluppo sulla SF21 ha raggiunto un punto morto, visto che la Ferrari ha già dichiarato di voler puntare da qui in avanti soltanto alla monoposto per il 2022.

La differenza con la Qualifica è un chiaro indice di un progetto fortemente votato alla prestazione pura che in gara decade di pari passo con il decadimento delle gomme oggi poco pronosticabile al venerdì vista la costante riduzione delle tempistiche utili alle attuali sessioni di Prove Libere. In ogni caso la speranza che in determinate condizioni di tracciato, magari prive di curvoni veloci da appoggio, la Ferrari possa fare bene non è da escludere. Allo stesso tempo, rivedere performance deludenti come quella di ieri al Paul Ricard potrebbe risultare l’eventualità altra utile ad abituarsi ad un gioco al rilancio e al ribasso. Perfetto per disorientare la platea.

Charles Leclerc
Charles Leclerc

Alfa Romeo nuovamente a zero

Mutano i giochi anche in casa Alfa Romeo. Dopo la parentesi positiva di Monte Carlo e Baku, la compagine italo elvetica gestita da Frederic Vasseur non va oltre la 15esima piazza di Antonio Giovinazzi (comunque davanti a Charles Leclerc con la Ferrari…) ovvero la 17esima posizione ottenuta da Kimi Raikkonen.

Si interrompe al Paul Ricard un appuntamento costante con i punti dopo i due piazzamenti in decima piazza di Giovinazzi e Raikkonen. Il passo indietro si compie dopo due passi in avanti, una situazione che sicuramente non rincuora Frederic Vasseur: “dopo due buone gare a punti e una qualifica promettente è stato un pomeriggio piuttosto difficile per il team. Abbiamo fatto dei progressi all’inizio, ma sfortunatamente la nostra scelta di optare per una strategia inversa non è stata premiata. Abbiamo iniziato con difficoltà ma siamo rimasti intrappolati nel traffico e questo ci è costato un po’ di tempo. Nella seconda parte di gara non siamo stati in grado di sfruttare al massimo il potenziale delle gomme medie in quanto abbiamo dovuto fare i conti con tutte le bandiere blu, quindi non siamo riusciti davvero a recuperare terreno. Impareremo da questo, ovviamente, e torneremo più forti per il doppio round in Austria”.

Antonio Giovinazzi
Antonio Giovinazzi

Ancora una volta Antonio Giovinazzi, che aveva mancato la Q3 per un soffio, è davanti a Kimi Raikkonen. Un set di risultati che dovrebbe contribuire a rinsaldare la sua posizione all’interno del team conducendolo ad un effettivo rinnovo nei prossimi mesi. Ad Antonio è mancato il ritmo: “a differenza delle ultime due gare, non avevamo il ritmo per andare in zona punti. Sabato siamo stati bravi sul giro singolo, quindi bisognerà capire cosa è successo in gara. Alla fine non è stata una gara facile, lottando nel primo stint con le gomme dure e poi non facendo abbastanza progressi con le medie. Non vedo l’ora di tornare in macchina in Austria: pista diversa, condizioni diverse e, si spera, un risultato diverso e migliore”, ha ammesso.

Kimi Raikkonen
Kimi Raikkonen

Ragionamento del tutto simile a quello di Kimi Raikkonen: “dovremo capire perché non siamo riusciti a replicare la buona prestazione che abbiamo ottenuto di recente. Sono partito bene, poi abbiamo faticato con la gestione delle gomme, ma penso che sia stato lo stesso per tutti: in generale, non avevamo proprio la velocità di cui godevamo ultimamente. Avevamo un passo molto migliore quando siamo passati alle medie, ma ormai eravamo già un po’ troppo indietro e, con tutto il tempo che abbiamo perso contro le bandiere blu, non siamo riusciti a fare la differenza per la posizione finale. Analizzeremo questa gara e vedremo come migliorare per l’Austria”, ha concluso Iceman.

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