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Stellantis Melfi: primi risultati a favore degli operai

Le assemblee, gli incontri e le polemiche sulla situazione lavorativa a Melfi nello stabilimento Stellantis sembra che inizino a produrre risultati.

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Da una cassa integrazione ad un’altra, dal rischio di taglio della linea produttiva al taglio del lavoro notturno, dalla mancanza di un nuovo piano aziendale alla mancanza di microchip e componenti. Sono queste le situazioni con cui da settimane devono convivere gli operai degli stabilimenti Stellantis in Italia.

Le fabbriche e i poli produttivi del colosso dell’Automotive nato dalla fusione dei francesi di Peugeot (PSA) con gli italiani di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) vivono tutte in questa situazione precaria ed angosciante per i lavoratori. Tutto nasce dal fatto che è stato sottolineato come in Italia qualcosa vada cambiato con la riduzione dei costi di produzione che sono, secondo il Ceo Tavares e secondo i vertici francesi del gruppo, più alti rispetto agli altri Paesi e agli altri stabilimenti.

Soprattutto a Melfi, dove in Italia si producono la metà di tutte le auto che Stellantis crea nel Bel Paese, la situazione è stata largamente dibattuta in numerosi appuntamenti sindacali, aziendali e politici. CI sono stati incontri a Torino con i vertici aziendali, video conferenze con i responsabili di Stellantis, assemblee sindacali, convocazioni delle Rsa, interrogazioni parlamentari e consigli Regionali.

L’importanza di Melfi come sito produttivo, oltre ad essere importante per l’azienda Stellantis, lo è anche per il tessuto socio economico della piccola Regione Basilicata dove sorge lo stabilimento. Per questo l’eco delle iniziative che provengono dall’area industriale di Località San Nicola di Melfi è enorme.

E sembra che iniziano ad arrivare i primi risultati, perché sulla questione dell’incremento produttivo imposto dalla Società, la stessa ha fatto un passo indietro. Lo si legge sul sito “Basilicata24”.

I sindacati hanno spuntato un primo miglioramento della situazione

A Melfi il ricorso alla cassa integrazione è massiccio. Basti pensare che l’intero stabilimento ha chiuso la produzione per una settimana, cioè dal 3 maggio al 10 maggio. E adesso si è passati ad una cassa integrazione su turni che di fatto ha limitato il ricorso al lavoro notturno che per gli operai è una voce importante dal punto di vista del salario, già ridotto drasticamente per il mese di maggio dalla serrata prima citata dovuta, sempre stando a quanto dichiarano i vertici della Azienda, dalla carenza di componentistica.

Uno dei punti cardine di cui si sono lamentati i sindacati è che oltre alla riduzione di reddito che devono sopportare gli operai ed oltre alla continua richiesta di cassa integrazione, si pensava di imporre un incremento produttivo con conseguente riduzione della manodopera sulle linee di produzione.

Ma su spinta delle forze sindacali e delle Rsa il cui Unitario è stato convocato qualche giorno fa proprio per decidere il da farsi, Azienda ha iniziato a recepire le istanze dei lavoratori, facendo un passo indietro proprio sull’annunciato incremento produttivo.

La nota unitaria di Fim Fiom Uilm e Fismic

Sono stati i sindacati ad annunciare quello che vie annunciato come un successo di tappa visto che tutti gli altri problemi relativi alla situazione attuale dello stabilimento di Melfi restano e sono monitorati. Fim, FIom, Uilm e Fismic sono usciti con un comunicato ufficiale in cui spiegano ciò che è avvenuto e cosa sono riusciti a spuntare.

“Nella tarda serata del 10 maggio, l’azienda Stellantis ex Fca, a fronte dell’azione messa in campo dalle Rsa e dalle organizzazioni sindacali, ha accolto la nostra richiesta e ha fatto un passo indietro bloccando l’annunciato incremento produttivo che prevedeva la contestuale riduzione della manodopera sulle linee e si è resa disponibile a un confronto teso a valutare attentamente la distribuzione della cassa integrazione per le fermate produttive”, così si legge nella nota unitaria delle parti sociali che poi hanno anticipato che per fine maggio ci sarà un nuovo appuntamento importante con i vertici della Società.  

“Questo per noi è un primo risultato che, in attesa dell’incontro nazionale che si terrà a Torino entro la fine di maggio, manifesta che ci sia l’impegno da parte dell’azienda ad astenersi dall’intraprendere scelte unilaterali in un percorso di confronto vero e puntuale”, questo il soddisfatto annuncio da parte dei sindacati che reputano un successo il paso indietro ufficializzato da Stellantis.

“L’Attivo Unitario delle Rsa ha deliberato di mantenere alta l’attenzione su tutte le problematiche interne ribadendo che Melfi non deve essere ridimensionato e che si faccia chiarezza sul futuro piano industriale, affinché ci possa essere un rilancio vero dello stabilimento e dell’intera area industriale. È stato ribadito con forza che le efficienze si facciano sugli sprechi e sulle complessità e non sulle spalle dei lavoratori. L’attivo dei delegati ha deliberato che il confronto continuerà anche attraverso assemblee di fabbrica e che a partire dal 13 maggio, data di convocazione del tavolo tecnico su Stellantis presso la Regione Basilicata, ci sia una partecipazione dell’organismo delle Rsa di Fim, Fiom, Uilm e Fismic”, questo il punto della situazione messo nero su bianco dai sindacati.

Gli appuntamenti quindi continuano, con le Rsa che sono in costante movimento per attenzionare la situazione.

“Di concerto con le segreterie territoriali e le confederazioni, l’attivo intende costruire un’iniziativa pubblica nell’area industriale di Melfi al fine di rafforzare l’idea che non si perda nessun posto di lavoro, che ci sia la garanzia dei volumi produttivi e che ci siano le corrette condizioni di lavoro per i lavoratori di Stellantis e di tutto il suo indotto”, parole forti queste che dimostrano come i sindacati confermino di essere completamente dalla parte degli operai e di cercare di detonare qualsiasi rischio di perdita di posti di lavoro nell’area industriale lucana, a maggior ragione se si pensa che adesso iniziano anche gli scioperi, come quello della Log18 che ha annunciato l’iniziativa a causa delle problematiche sul loro contratto di lavoro.

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