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Melfi, Stellantis: condizione degli operai peggiora, le Rsa si muovono

stellantis

Ancora cassa integrazione presso lo stabilimento Stellantis di Melfi. Finita oggi la serrata generale con tanto di stop alla produzione durato per una settimana (dal 3 maggio al 10 maggio), si è passati a cassa integrazione scaglionati per aree e soprattutto a fermate dei turni notturni, quelli che per gli operai significano più soldi in busta paga.

Nonostante gli incontri con i vertici aziendali da parte dei sindacati, nonostante le rassicurazioni da parte di Stellantis e nonostante tra interrogazioni parlamentari e in consiglio Regionale, anche la politica sembra iniziare ad interessarsi dello stabilimento in Basilicata, la situazione non migliora.

Ed è importante sottolineare che i sindacati iniziano a muoversi. Le Rsa di Fim, Fiom, Ulim e Fismic si stanno muovendo, partorendo una iniziativa già per domani 11 maggio presso lo stabilimento ex Fca di località San Nicola di Melfi in Basilicata.

Cosa è in programma per domani

Con una nota congiunta i sindacati hanno fatto il punto della situazione, ma ciò che è più importante, hanno annunciato una iniziativa per domani 11 maggio. Infatti come si legge sul quotidiano “La Gazzetta de Mezzogiorno”, i rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato a chiare lettere che domani 15 maggio nell’area dell’ingresso B dello stabilimento, alle ore 10 è convocato l’Attivo generale delle Rsa di stabilimento.

Occorre quindi mettersi in moto per evitare che si prosegua su questa linea, con l’azienda che in pratica fa ciò che vuole prendendo decisioni arbitrarie e senza interessare minimamente i lavoratori per il tramite dei loro rappresentanti sindacali.

La nota congiunta di Fim, Fiom, Ulim e Fismic

Sul quotidiano prima citato, c’è la nota congiunta integrale con la quale i sindacati hanno informato gli interessati delle iniziative e della situazione nello stabilimento.

“In questi giorni stiamo assistendo ad azioni aziendali del tutto unilaterali, che non solo tradiscono lo spirito con cui si era conclusa la riunione a livello nazionale, tenutasi a Torino il 15 aprile scorso, che prevedeva la partecipazione ad un vero confronto sindacale attraverso riunioni specifiche all’interno degli stabilimenti, ma che determineranno un peggioramento delle condizioni lavorative e salariali dei lavoratori”, questo l’allarme denuncia fatto dai sindacati.

Allarme per il peggioramento delle condizioni di lavoro degli operai, soprattutto alla luce delle perdite di salario che si avranno inevitabilmente a seguito della decisione, anche questa unilaterale, da parte di Stellantis, di tagliare il lavoro notturno. Denuncia invece per quelle promesse fatte dai vertici aziendali lo scorso 15 aprile, quando ci fu l’oramai famoso summit tra Stellantis e sindacati.

“La prima azione unilaterale a cui abbiamo assistito, e che come sindacato stigmatizziamo, è l’aver proceduto a mettere in cassa integrazione il turno di notte, colpendo così il salario dei lavoratori riducendolo ulteriormente ed in modo considerevole. Inoltre, l’azienda sta procedendo con l’incremento delle produzioni con contestuale riduzione della manodopera sulle linee, senza peraltro aver prima svolto un’adeguata analisi dell’organizzazione del lavoro”, così i sindacati hanno rimarcato il campo di interesse delle decisioni autonome e unilaterali prese dai vertici dell’azienda a cui si rinfaccia anche l’assenza di uno studio dettagliato della situazione.

“Noi pensiamo che se miglioramenti nell’efficienza  vadano fatti non possono spremere chi già dà tanto per la produttività, piuttosto si risparmi sugli sprechi riducendo le complessità. Chiediamo a Stellantis di non procedere con l’efficientamento annunciato, vista la mancanza di un assetto produttivo stabile, e riteniamo necessario il confronto sull’organizzazione del lavoro con il sindacato, poiché sulle linee i lavoratori stanno già dando il massimo e, come più volte ribadito, i recuperi non possono peggiorare le condizioni di lavoro, l’ergonomia e la sicurezza, sciogliendo dunque i nodi che nell’ultimo incontro nazionale di Torino – hanno concluso – abbiamo chiesto di affrontare”, così’ hanno chiuso la nota le parti sociali, dando appuntamento a domani 11 maggio per l’Attivo Unitario Rsa.

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