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Niente auto nel Piano di rilancio del Governo: denuncia Unrae

Eppure l’automotive ha un peso preponderante nella mobilità di persone e merci

piano draghi

Il Governo Draghi ha inviato a Bruxelles il Piano di rilancio (Pnrr) per ottenere i 248 miliardi di euro di prestiti dall’Ue, con l’obiettivo di rinascere dopo il Covid. Ma Michele Crisci, presidente Unrae (Unione Case estere), denuncia:  “Ci siamo stupiti di non trovare adeguata attenzione nei confronti del comparto dell’automotive. Che ha un peso preponderante nella mobilità di persone e merci. E che rappresenta il comparto produttivo più impegnato nella ricerca e negli investimenti per la transizione ecologica”. Presidente dell’UNRAE, commenta i contenuti del piano presentato dal Governo Draghi e trasmesso alla Commissione Ue.

  • Cosa manca? Il parco circolante. Un malato cronico e grave, tra i più vetusti d’Europa in tutti i suoi comparti, dalle vetture ai veicoli industriali. Mancano incentivi. Rottamazione per la sostituzione con nuovi veicoli più ecologici, visto che su gomma viaggia attualmente il 90% delle merci e delle persone.
  • Non solo. Non c’è la riforma del Codice della Strada, intervento necessario per adeguare norme ormai obsolete alle nuove forme di mobilità e alle normative internazionali. 
  • Assente un riferimento volto a modificare il quadro fiscale del settore, che ci penalizza in confronto ai principali Paesi UE, a esempio nell’imposizione eccessiva sulle auto aziendali, nella ridotta detrazione d’imposta per i privati e nella mancanza di sgravi fiscali per le imprese di autotrasporto che investono in veicoli di ultima generazione.
piano draghi

Tavolo Automotive: l’auspicio Unrae

Ovviamente, sul resto, non si discute. Le misure indicate dal Piano sono complessivamente condivisibili, dice l’Unrae: il potenziamento della rete ferroviaria e dell’alta velocità, la realizzazione di piste ciclabili, le infrastrutture di ricarica elettriche e a idrogeno. Per decongestionare il traffico stradale e favorire l’abbattimento delle emissioni nocive.

Ma un piano strategico per la transizione ecologica rischia di ottenere risultati dimezzati se restano fuori misure ad hoc per la filiera automotive. 

L’auspicio: un Tavolo Automotive volto a individuare le migliori soluzioni per includere in modo strategico il settore nei programmi di modernizzazione del Paese.

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