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Sicurezza stradale in Europa: serve più manutenzione per l’asfalto

Il Parlamento dell’Unione europea lancia l’allarme incidenti

L’Europa non viaggia veloce quando c’è da raccogliere i dati sulla sicurezza stradale: siamo al 2019. Che ha visto 22.800 persone perdere la vita sulle strade dell’Ue e circa 135.000 rimanere gravemente ferite. Dato in diminuzione del 23% rispetto a quello di dieci anni fa: numeri davvero deludenti. Inclusi quelli dell’Italia che non ha dimezzato le lenzuola bianche sull’asfalto né dal 2001 al 2010 né dal 2011 al 2020. Il Parlamento dell’Unione europea lancia così l’allarme incidenti nella sua più recente relazione. Ma cosa serve per arginare il fenomeno sinistri?

Occorre anzitutto più manutenzione per l’asfalto. Troppo spesso, strade rovinare, segnaletica non a norma, strisce per terra da rifare. Il che rende anche più difficile lo sviluppo a guida autonoma, con la macchina robot che si basa su segnaletica orizzontale e verticale.

Nel mirino del Parlamento Ue, i monopattini elettrici, in Italia equiparati alle bici, e gli altri mezzi della micromobilità urbana. Questi ultimi, spesso, viaggiano sulle strade come se fossero bici o monopattini elettrici: in realtà, per loro ci sono zone riservate, a parte. Quindi, urgono controlli su strada da parte delle Forze dell’ordine, ma sarebbero anche necessarie verifiche periodiche obbligatorie su quei mezzi.

D’altronde, un’auto viene sottoposta a revisione: dopo 4 anni dalla prima immatricolazione; poi ogni 2 anni. Non si capisce perché un monopattino elettrico debba essere trattato in modo diverso da una vettura o da una moto.

Sicurezza stradale in Europa: niente Codice unico

Sarebbe utile l’armonizzazione nel campo dei controlli tecnici come garanzia di maggiore sicurezza stradale per i cittadini europei, commenta il relatore Benoit Lutgen(Ppe). La relazione sottolinea la preoccupante diminuzione del numero di controlli su strada dei veicoli commerciali e l’aumento dei tagli ai bilanci nazionali per l’applicazione della sicurezza stradale. 

Invece, di Codice della Strada unificato a livello dell’Unione europea non si discute più. L’idea è in ballo da una ventina d’anni. I tempi della burocrazia nel Vecchio Continente. Attenzione: andrebbe evitato che alle parole non seguano i fatti, in una materia bollente come la sicurezza stradale.

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