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Condono cartelle bolli auto, multe e tasse: che scontri in Parlamento

Il Governo ha emanato il decreto Sostegni. Adesso la palla passa a Camera e Senato

Si accende la polemica sul decreto Sostegni. Che, stando a una prima lettura, pare introdurre un condono cartelle bolli auto, multe e tasse. Per richieste dell’Agenzia delle entrate (ex Equitalia) per conto dello Stato e degli Enti locali. Ma, affinché diventi legge, serve il sì del Parlamento. E qui si annuncia la battaglia.

Il decreto Sostegni di venerdì cancella 16 milioni di cartelle 2000-2010, con la loro imposta non pagata, gli interessi e le sanzioni. Col limite di reddito a 30mila euro. Contro i 61 milioni che sarebbero state eliminate se il periodo fosse andato dal 2000 al 2015: questa la prima bozza. Risultato: non gode dalla sanatoria il 74% delle cartelle che sarebbero state azzerate con il periodo sino al 2015. Cinque anni di differenza che sono enormi.

Tutto questo, per Draghi, “permette all’amministrazione di perseguire la lotta all’evasione anche in modo più efficiente”.

Ma Lega e Forza Italia vogliono un condono molto più ampio rispetto a questo condono cartelle bolli auto, multe e tasse. Che prenda dentro molti più italiani. Per aiutarli in un momento così tremendo. Quindi, in Parlamento ci sarà lo scontro. Quei due partiti dicono: “Occorre fare di più”.

La pensano diversamente i dem Ubaldo Pagano e Gian Mario Fragomeli, capigruppo PD rispettivamente delle commissioni Bilancio e Finanze a Montecitorio: “Sulla cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali avevamo avanzato una proposta di assoluto buon senso e siamo molto soddisfatti che il governo le abbia dato seguito. Lo stralcio delle vecchie cartelle e la cancellazione di crediti ormai inesigibili è un’azione profittevole e giusta ma non deve essere l’ennesima occasione per far trionfare i furbi che non pagano in attesa di un nuovo condono”.

Oltretutto, c’è il tetto del reddito. Che esclude dal condono cartelle bolli auto, multe e tasse un mare di cittadini. Comunque, un vincolo non così forte: grosso modo taglia fuori il 15% degli aventi diritto.

Ma perché si arriva al condono di una cartella su quattro? Mistero. Forse, ci sono debiti che è difficile recuperare per le casse dello Stato, dell’Inps o degli enti territoriali: Comuni e Regioni. Comunque, nel calderone ci sono debiti superiori a 5mila euro, ma divisi in più ruoli. Il tetto dei 5mila vale per un unico ruolo.

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