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Targa auto personalizzata, in Italia è possibile o no? Ecco cosa dice la Legge

In Italia è possibile fare come negli Usa, cioè scegliersi la targa da mettere sul proprio veicolo? Il Codice lo consente, ma con limitazioni

targhe personalizzate

Quando si parla di targa personalizzata occorre distinguere questa definizione da quella relativa alla targa personale. Con targa personale si intende la targa che una volta assegnata ad un contribuente, diventa il suo numero da spostare anche ai veicoli successivi a quello immatricolato la prima volta ed a cui la targa viene assegnata.

Per targa personalizzata invece si parla ad un numero di targa a scelta del proprietario di un veicolo, che può decidere di inserire numeri e lettere a suo piacimento. Una cosa che per esempio, negli Stati Uniti d’America è assai diffusa. Negli Usa sono tante le “cartoline” con auto di lusso con targa personalizzata e con impressi numeri e lettere a scelta del titolare della targa.

Ma in diversi Paesi stranieri le targhe dei veicoli possono essere personalizzate a proprio piacimento. Dal punto di vista della legge pochi sanno che anche in Italia una cosa del genere è possibile ed è previsto dal Codice della Strada. Ma ci sono delle limitazioni sostanziali a questa facoltà. Vediamo di approfondire tutto e vedere fin dove ci si può spingere.

 

Targhe personalizzate anche in Italia, come fare e cosa dice la legge

Il Codice della Strada quindi consente di personalizzare la targa di una auto. Ma se si approfondisce l’argomento ci si rende conto che si tratta di una possibilità non proprio libera e per la quale non esiste procedura.

Ci sono delle regole basilari da rispettare in materia targa per auto. Occorre rispettare le linee guida di lettere e numeri, dal momento che la targa è ciò che distingue un veicolo dall’altro e che serve per identificare un veicolo. La targa deve essere bianca e con caratteri neri ben leggibili e soprattutto, deve rigorosamente essere formata da  7 caratteri messi in un ordine prestabilito, cioè 2 lettere, 3 numeri ed altre due lettere.

Già questo è un vincolo ben definito perché bisogna abbandonare il sogno di inserire sulla propria auto la targa con il nome della fidanzata piuttosto che delle figlia.

Il Codice della Strada però consente in teoria, di scegliere lettere e numeri da inserire. Teoria abbiamo detto, perché nella pratica è impossibile fare come si vuole e non solo perché occorre verificare prima che le lettere, i numeri e l’ordine scelto, non siano già utilizzati da altri veicoli.

Oltre alla struttura dei caratteri da poter inserire nella targa ci sono altre limitazioni che rendono quasi impossibile scegliersi una targa a proprio piacimento.

Gli articoli del Codice della Strada che aprono alla targa personalizzata

È il Codice della Strada a prevedere la possibilità di personalizzarsi la targa dell’auto. Precisamente è l’articolo n° 100 comma 8 del Codice della Strada che testualmente dice che “ferma restando la sequenza alfanumerica fissata dal regolamento, l’intestatario della carta di circolazione può chiedere, per le targhe di cui ai commi 1 e 2, ai costi fissati con il decreto di cui all’articolo 101, comma 1, e con le modalità stabilite dal Dipartimento per i trasporti terrestri, una specifica combinazione alfanumerica”. Ma lo stesso articolo specifica che non si possono utilizzare le lettere I, O, Q e U, e quelle iniziali X, Y e Z.

Detto questo, il Codice prevede che il Dipartimento dei Trasporti Terrestri a cui il richiedente deve inoltrare richiesta, dopo aver verificato che tutto sia secondo le linee guida ed una volta constatata l’assenza di targa precedentemente immatricolata identica a quella scelta dallo stesso richiedente, autorizza il rilascio della targa.

L’autorizzazione da parte del Dipartimento dei Trasporti è necessaria affinché, entro 30 giorni dal rilascio della carta di circolazione, l’Istituto Poligrafico dello Stato consegni materialmente al richiedente le targhe personalizzate.

Cosa si può concludere sulla possibilità di scegliersi la targa

L’operazione targa personalizzata non è certo gratuita. Infatti occorre spendere all’incirca 150 euro se l’operazione viene fatta direttamente dal soggetto interessato e per il tramite del Dipartimento Trasporti Terrestri. Costa di più (in media intorno ai 250 euro) se si sceglie di farsi assistere dalle Agenzie di Pratiche Automobilistiche che naturalmente hanno tariffari diversi anche tra loro che possono determinare oscillazioni di prezzo molto marcate.

L’ingresso di questa facoltà per gli automobilisti è nata nel 2010 (ma se nel parlò già con il Dlgs n°9 del 2002) quando il Codice della Strada fu modificato includendo anche la possibilità di targa personalizzata. Il problema è che non è stato mai varato un decreto attuativo di quella variazione di regolamento.

Oggi quindi, appare complicato poter ottenere la targa a propria scelta. Quello che le normative vigenti permettono adesso è semplicemente la possibilità di vedere di prenotare un numero di targa tra quelli che sono in programma di essere rilasciati. In pratica, si può richiedere tramite Agenzia di pratiche automobilistiche, l’elenco delle targhe di quello che è un lotto di numeri già in procinto di essere assegnati ai veicoli di prossima immatricolazione.

Si tratta di un elenco di targhe relative alle immatricolazioni programmate per la provincia di residenza. E solo tra quelle che è possibile optare per quella che piace di più. Questo significa che per esempio per le due lettere iniziali non si può scegliere lettere diverse da quelle in corso o di imminente adozione.

 

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