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Cosa significa per il motorsport il ritorno della Ferrari nell’endurance

Il ritorno di Ferrari alle corse di durata è un segnale forte, per certi versi importante: una scelta che può insegnare molto al motorsport

Ferrari Le Mans

Con la Ferrari che ritorna nell’endurance che conta dopo 50 anni di assenza in forma strettamente ufficiale, si sparigliano le carte di un Mondiale che sembra ora rivedere la luce fuori dal tunnel con una dose di concretezza che potrebbe facilmente far tornare l’amore e la passione per le gare di durata com’era un tempo.

Il ritorno di Ferrari coincide però con scelte specifiche introdotte in Formula 1 grazie all’obbligo di configurare un importante budget cap, ma soprattutto da FIA e ACO che hanno finalmente compreso le necessità per rilanciare il WEC (di cui proprio l’Automobile Club de l’Ouest è promotore) in modo da ricreare alchimie perfette e sentori misto nostalgia.

Abbandonata la formula delle costosissime e ultra tecnologie LMP1 che a più riprese avevano introdotto costruttori e strutture private per poi vederli andare via, la pagina da scrivere ora è un’altra e alla voce principale c’è scritto semplificare.

Scelta obbligata

Bisogna ammettere che la volontà di semplificare per attrarre molto spesso paga. Pare sia così anche per le corse di durata e per la 24 Ore di Le Mans che storicamente hanno rappresentato forse il banco di prova migliore per sfruttare tecnologie esasperate e livelli di sofisticazione ad alti livelli. Elementi che vuoi o non vuoi ti portano a spendere, il più delle volte in maniera scellerata.

Raggiunto il punto di non ritorno, FIA e ACO hanno scelto di introdurre regolamenti profondamente differenti puntando il tutto per tutto sulle Hypercar: la scelta di introdurre vetture sportive più tradizionali, con un solo sistema ibrido ma maggiormente sfruttabili anche nell’ottica di una variante destinata alla grande serie sembra aver convinto costruttori di ampio respiro e non. Compresa Ferrari. Allo stesso modo, di fianco alle Hypercar, trovano posto le nuove LMDh che potranno essere adoperate sia nel WEC che nell’IMSA americana e che si basano su telai LMP2 già esistenti ed approvati ma che permettono a chi le utilizza di modificare il bodywork e anche la motorizzazione a disposizione.

Ferrari Le Mans

La categoria Hyepercar convince e ha convinto anche Ferrari. La Scuderia, dopo le ventilate ipotesi di ingresso nel WEC, ha deciso di fare il passo giusto per l’ingresso nella serie. Le vetture della classe regina del WEC saranno perfettamente accostabili ad un prodotto di serie: un vantaggio intercettato dalla Scuderia che stavolta ha agito con una lungimiranza da applausi. Non è un caso che assieme a lei hanno già detto si anche Peugeot, Audi e Porsche. “Chi ha lanciato l’idea di riportare la Ferrari a lottare per l’assoluto alla 24 Ore di Le Mans è un genio! A Maranello hanno preso la decisione migliore per rilanciare l’automobilismo più genuino, quelle delle vetture GT e Sport. La Formula 1 si è presa uno spazio che non era il suo per la bravura di Bernie Ecclestone, ma le corse vere sono quelle di durata”, ha ammesso a Motorsport.com uno che di corse di durata ne sa molto ovvero l’inossidabile Arturo Merzario.

In qualche modo la Formula 1 dovrebbe guardare anche al WEC. Probabilmente è questa la ricetta per attrarre nuovi costruttori. Meglio pensarci finché si è in tempo.

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