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Multe codice della strada: ricorso Prefetto o Giudice di Pace, cosa accade col rigetto

Cosa accade se si perde il ricorso contro una multa davanti al Giudice di Pace o al Prefetto.

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Ricevere una multa per una infrazione al Codice della Strada è senza dubbio una spiacevole situazione con cui hanno a che fare milioni di automobilisti. Ma ci sono diverse possibilità di fare ricorso, soprattutto quando si crede di essere nella ragione e che la multa sia non giustificata o che la notifica del verbale sia stata recapitata con motivi più o meno gravi di nullità dell’atto.

Non sempre è necessario adire le vie legali per ricorrere contro una multa o contro un verbale. Infatti ci sono diverse vie per presentare ricorso e anche diversi organi a cui rivolgersi facendo tutto da soli. Si può presentare ricorso al Giudice di Pace, ma anche al prefetto. Due vie distinte che sono diverse tra loro anche dal punto di vista die costi da sostenere.

Quello però a cui bisogna prestare attenzione è l’esito del nostro ricorso, perché a prescindere dalla via intrapresa, il ricorso non è esente da rischi per chi lo promuove, nella tipica situazione in cui si perda.

 

Giudice di Pace o Prefetto, chi scegliere per un ricorso contro una multa?

 

Come anticipato, il ricorso al Giudice di Pace o al prefetto sono due vie diverse da tutti i punti di vista, anche dei costi e della eventuale soccombenza. Fare ricorso alla Prefettura non prevede costi, ma presenta rischi in caso di ricorso respinto.

Presentare ricorso al Giudice di Pace invece, prevede già in partenza il cosiddetto  contributo unificato (proporzionato alla multa e della somma minima di 40 euro). Inoltre, se la soccombenza da un ricorso al Prefetto mette a rischio condanna il ricorrente, perdere dal Giudice di Pace espone pure alla condanna al pagamento delle spese processuali.

Partendo dal presupposto che il ricorso deve sopraggiungere prima del pagamento della multa, perché ovviamente se si è già provveduto a pagare non si può più ricorrere, va sottolineato che cambiano le tempistiche per agire. Infatti il ricorso al Prefetto va fatto  entro 60 giorni dalla notifica della multa, quello al Giudice di Pace entro 30 giorni.

Conseguenze in caso di rigetto del ricorso al Prefetto

Due vie diverse di impugnazione del verbale che prevedono specifiche e differenti conseguenze in caso di rigetto del ricorso stesso. Se il ricorso al prefetto viene rigettato, dalla prefettura arriva al ricorrente, entro 4 mesi dall’esito, la relativa ordinanza di ingiunzione al pagamento della multa. Una ordinanza con le dovute motivazioni.

L’importo dell’ingiunzione però non è quello originario della multa, perché la legge prevede che in questi casi il ricorrente soccombente nel ricorso è tenuto a versare il cosiddetto doppio del minimo edittale per ogni singola violazione di cui è composta la multa. Inoltre saranno dovute anche le spese, a partire da quelle di notifica dell’ordinanza.

Perdere il ricorso dinnanzi il Giudice di Pace, cosa accade

Tra l’altro la prima via non esclude la seconda, perché capita spesso che un soggetto che ha inoltrato ricorso al Prefetto, una volta perduto tale ricorso, si rivolga al Giudice di Pace.

Perdere un ricorso davanti al Giudice di Pace può esporre a ulteriori aumenti di spesa. Infatti con il ricorso rigettato dal Giudice di pace, quest’ultimo può ordinare al ricorrente soccombente il pagamento di una sanzione di importo variabile e compreso tra la sanzione minima e massima prevista dalla legge per la violazione a cui si riferisce il ricorso.

Quindi, il ricorrente sarà condannato a pagare l’importo che il Giudice di Pace avrà indicato nella sentenza. Questo però non è la prassi, perché sovente il Giudice di Pace non fa altro che respingere un ricorso, confermando la sanzione e quindi facendo pagare al ricorrente solo l’importo presente nel verbale, cioè la cosiddetta sanzione in misura ridotta.

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