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Fap, il filtro antiparticolato: è legale toglierlo dal veicolo? Ecco cosa dice la legge

Illegale togliere il filtro antiparicolato da una auto, si rischiano sanzioni amministrative e si entra addiorittura nel perimentro penale.

Analisi gas di scarico Auto con Fap

Da molti anni le auto per poter circolare devono avere il filtro antiparticolato. Si tratta di quel filtro che riduce le emissioni inquinanti e quinti importante per la questione ambientale. Ma si tratta di un filtro che sembra dia problemi di prestazioni dei veicoli e problemi di varia natura dal punto di vista dei costi e della durata.

Per questo c’è una corrente di pensiero che spinge verso una soluzione drastica che è quella di toglierlo dal veicolo. Ma si può fare o è una cosa che la legge non consente? Vediamo adesso di approfondire meglio tutto questo, sottolineando pregi e difetti del filtro e mettendo in risalto cosa dice la normativa vigente in materia.

Il fap, pro e contro del filtro anti particolato

Il filtro antiparticolato è istallato su tutte le auto diesel per abbassare l’espulsione di particelle sottili che le auto emanano durante la circolazione. Si tratta di quelle polveri inquinanti e talmente sottili che sono pressoché invisibili all’occhio umano ma dannosissime a livello ambientale.

Dal punto di vista delle emissioni dannose quindi, appare evidente il vantaggio che ha un filtro anti particolato montato su un veicolo.

Ma il filtro antiparticolato non è neutro in quanto a svantaggi. Infatti se la bontà dal punto di vista ambientale sembra acclarata (anche se c’è una corrente di pensiero che sottolinea come sia comunque dannoso dal momento che nella fase di rigenerazione durante la percorrenza del veicolo, il fapo brucia le particelle che trattiene e le libera comunque nell’aria), non è così dal punto di vista delle prestazioni.

Il fap infatti riduce tendenzialmente le prestazioni del veicolo. Inoltre si tratta di un filtro soggetto a deterioramento ed a ostruzione. A furia di trattenere particelle il filtro si ottura e quindi si rompe. E la sua sostituzione non ha nel prezzo il suo punto forte essendo particolarmente costoso.

Dubbi circa la reale funzione anti inquinamento, costo per la sostituzione, problemi di rottura e calo delle prestazioni dell’auto fanno si che molti considerino il fap un inutile strumento e che arrivino con lo smontarlo.

Si può togliere il Fap?

Partiamo dal presupposto che parliamo di un filtro che la legge indica come obbligatorio e questo dovrebbe già bastare per sottolineare come la sua rimozione sia illecita. E lo dimostra il fatto che chi lo elimina dal proprio veicolo rischia una sanzione pecuniaria compresa tra i 422 ed i 1.697 euro. Inoltre si rischia concretamente anche di finire nella sanzione  accessoria a quella amministrativa (la multa), perché si rischia addirittura il ritiro della carta di circolazione.

Infatti venire scovati senza il fap, dal momento che esso è obbligatorio, può portare al ritiro della carta di circolazione che verrebbe restituita al proprietario del veicolo solo una volta ripristinato il fap sul proprio veicolo che nel frattempo, proprio perché privo di filtro e privo di carta di circolazione, non potrà circolare.

Il codice della strada anche se non esplicita dettagliatamente il fap, sottolinea che “chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione è suscettibile di sanzioni”.

Quando si parla di rimozione del filtro si commette un errore nel pensare che per incorrere in sanzioni si deve rimuovere il filtro.

Proprio in virtù di ciò che sancisce il codice della strada, basta soltanto apportare modifiche che eludano il funzionamento del filtro per essere soggetti a sanzioni.

Tra le altre cose occorre ricordare che specie sui veicoli di nuova immatricolazione, che le case costruttrici vendono con garanzia per un determinato numero di anni o per un determinato numero di Km percorsi, se si toglie di propria iniziativa il fap o se lo si renda non funzionale, magari ritoccando la centralina, la garanzia non ha più valore.

Inquinare è un reato penale

Sanzioni amministrative ed accessorie sono quelle collegate al codice della strada, ma essendo il fap uno strumento a tutela dell’ambiente, va ricordato che inquinare è un reato penale che va ben al di là del codice della strada. Infatti si rischia il carcere tra i 2 ed i 6 anni, oltre alla sanzione da 10mila a 100mila euro se si inquinano acque, aria e sottosuolo con pratiche illecite.

Sembrerà una esagerazione, ma dal punto di vista della giurisprudenza e del codice penale, rimuovere il fap può essere benissimo considerato come un comportamento delittuoso, un reato contro l’ambiente.

Non si rischierà la galera perché l’emissione dannosa per assenza di fap non può certo essere considerata una significativa emissione inquinante, e il codice penale usa proprio l’aggettivo significativa per specificare il perimetro del delitto ambientale.

Ma questo serve per comprendere che è assolutamente illecito togliere il fap da un veicolo, a maggior ragione se si pensa anche al fatto che difficilmente l’auto a cui è stato tolto il filtro antiparticolato, possa superare la revisione periodica a cui per legge ogni veicolo deve essere sottoposto, che sia dopo 4 anni per un veicolo appena immatricolato o ogni due anni per i veicoli acquistati di seconda mano. Tra le cose che in fase di revisione il centro controlla, ci sono proprio le emissioni inquinanti.

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