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Auto rubata e multa arrivata alla vittima, non sempre la multa viene annullata

Subire il furto della propria auto e ricevere una multa per un infrazione del codice della strada, ecco cosa può accadere

furto d'auto

Subire il furto della propria auto e ricevere dopo qualche giorno a casa una multa per infrazioni del Codice della Strada non è una rarità. Il ladro che una volta impossessatosi del veicolo, passa con il rosso al semaforo, oppure supera il limite di velocità e viene beccato da un autovelox sono situazioni che capitano spesso.

Oltre il danno la beffa, perché oltre ad aver subito il furto della propria auto, il proprietario del veicolo spesso è chiamato a pagare pure la multa per non andare incontro a sanzioni ancora più pesanti come pignoramenti o fermi amministrativi degli altri veicoli rimasti di sua proprietà. Sono le anomalie della legge italiana o c’è una colpa anche da parte della vittima del furto?

Ecco una guida a queste incresciose e particolari tipologie di situazione, collegandosi ad una recente sentenza di un Giudice di Pace delle Marche che ha bocciato un ricorso di un automobilista che è stato costretto a pagare multe per infrazioni commesse da chi gli ha rubato l’auto.

 

Auto rubata e furto, come fare per le eventuali multe?

 

La legge prevede che a rispondere delle multe per infrazioni al Codice della Strada se esse non vengono comminate immediatamente dalle Forze dell’Ordine, è sempre il proprietario del veicolo. Questo vale per esempio, quando si presta l’auto ad un fratello piuttosto che ad un amico. Una multa per eccesso di velocità presa da un autovelox, arriverà a casa del proprietario del veicolo come registrato al Pra e non a chi guida l’auto nel momento dell’infrazione.

Il caso diventa spinoso se invece la multa dipende non da un parente o da un amico a cui abbiamo prestato l’auto, bensì da un ladro che ci ha rubato il veicolo. Immaginiamo di aver subito un furto d’auto di notte e che l’evento viene scoperto solo il mattino seguente. Il ladro che fugge via con la nostra auto, che passa con il rosso o che si rende responsabile di diverse infrazioni durante la fuga notturna. Inevitabilmente la multa arriverà a casa del proprietario del veicolo e il fatto che la denuncia venga sporta il giorno successivo, può essere un serio problema.

Il proprietario del veicolo ha le carte in regola per fare ricorso, soprattutto se la denuncia viene fatta in maniera retroattiva, indicando la data e l’ora in cui si ipotizza di aver perso materialmente il possesso del veicolo.

Ma non è detto che il ricorso vada a buon fine.  In linea di massima appena ci si accorge di aver subito il furto della propria auto, occorre attivarsi per compiere gli adempimenti necessari ad evitare situazioni spiacevoli come lo sono queste delle multe.

Come si denuncia un furto d’auto

 

Occorre presentare immediatamente denuncia in Questura o al Comando dei Carabinieri. Con la copia denuncia occorre andare al Pra a dichiarare la perdita di possesso del veicolo. Stessa cosa da fare per la propria Compagnia di Assicurazione, la cui polizza va fermata a prescindere che essa copra solo i rischi sulla responsabilità civile (Rc Auto) o ci sia anche la polizza furto e incendio.

Adempimenti che necessitano di tempo naturalmente e quell’arco temporale che passa dal furto subito al momento in cui si espleta tutta questa farraginosa procedura, può causare l’arrivo di una multa.

Cosa può fare il proprietario per cancellare la multa

 

Come dicevamo, nel momento in cui arriva una multa di questo tipo, a seguito di furto d’auto, il proprietario ha la possibilità di chiedere l’annullamento della stessa in autotutela, oppure presentare ricorso al Prefetto o ancora, presentare ricorso al Giudice di Pace.

Per autotutela si intende il diritto del cittadino di farsi annullare una multa, una sanzione o una richiesta di pagamento, senza ricorrere ad avvocati, Associazioni di tutela e vie legali. Autotutela è anche la facoltà di una Pubblica Amministrazione di annullare senza procedimenti ulteriori, una multa che dopo verifiche, venga considerata illegittimamente comminata.

Con l’autotutela la PA annulla l’atto senza che il contribuente sia costretto a ricorrere, dal momento che la stessa Pubblica Amministrazione per il caso specifico sostiene di non avere possibilità di vittoria in caso di ricorso.

Dal punto di vista della legge però, la cancellazione della multa in autotutela non è certo cosa facile dal momento che è lo stesso Codice della Strada che stabilisce i casi in cui questo istituto possa funzionare. Autotutela utilizzabile solo nel caso in cui  il verbale sia stato notificato a un soggetto estraneo alla violazione, per errore sul numero di targa, sulle risultanze del PRA o per esempio, quando si tratta di multa riferita ad un veicolo venduto prima della data dell’infrazione.

L’autotutela può essere prodotta dal diretto interessato su carta semplice o può scattare per provvedimento autonomo della Pubblica Amministrazione che ha comminato la multa. Nel primo caso deve essere il richiedete a produrre le prove necessarie ad avvalorare la richiesta e a determinare l’illegittimità delle pretese.

La domanda deve essere presentata direttamente all’ufficio che ha prodotto la multa ed inviata tramite Pec o con normale raccomandata con ricevuta di ritorno. Nella domanda vanno indicati i dati del richiedente, gli estremi dell’atto da annullare e i motivi della sua ritenuta illegittimità.

Nella fattispecie del furto d’auto vanno fornite le prove del fatto che il veicolo è stato rubato e soprattutto l’ora del furto. Prima di presentare la richiesta di cancellazione della multa in autotutela meglio contattare preventivamente l’ufficio in questione. Infatti la richiesta può essere accettata o respinta e possono passare giorni che potrebbero anche far scadere i termini per le altre azioni possibili da parte del multato (ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace).

Multa illegittima perché auto rubata, i ricorsi a Giudice di Pace e Prefettura

I ricorsi possibili in casi come quelli pima citati possono essere prodotti al Prefetto o al Giudice di Pace.

Per il Prefetto, i termini sono fissati in 60 giorni dalla notifica della contestazione della violazione. La Prefettura competente è quella del luogo dove l’infrazione è stata commessa ed è ad essa che va inoltrata la pratica con raccomandata con ricevuta di ritorno.

La Prefettura in genere entro 120 giorni decide se rigettare il ricorso o se accoglierlo ed in questo caso provvede immediatamente a emettere ordinanza di archiviazione. Il ricorso al Prefetto non prevede costi esorbitanti, mentre quello al Giudice di pace è piuttosto impegnativo come costi e come adempimenti.

Il ricorso al Giudice di pace si può utilizzare subito o a seguito di rigetto del primo ricorso alla Prefettura.  Inoltre se l’ammontare delle multe è superiore a 1.100 euro per ricorrere al Giudice di Pace occorre avere pure un avvocato. Al ricorso occorre allegare la ricevuta di pagamento del contributo unificato, variabile in base all’ammontare della multa e dell’importo minimo di 43 euro.

 

Ecco come ha risolto un ricorso un Giudice di pace di Fano

 

Per capire bene le difficoltà in un caso spinoso come quello di una multa presa a seguito di furto d’auto, una recente pronuncia di un Giudice di Pace per un furto d’auto a Fano è abbastanza eloquente. Un signore di Fano, professione benzinaio subisce il furto della sua auto. I ladri sfondano il finestrino dell’auto per cercare soldi ed oggetti di valore nell’auto. Nel vano porta oggetti però trovano anche le seconde chiavi della stessa auto.

E decidono di scorrazzare per la A14, salendo a Rimini per poi tornare a Fano dopo una serata di bagordi. Tra semafori rossi e autovelox, diverse multe prese per un valore di 900 euro. Multe che come si legge su diversi quotidiani locali della riviera adriatica, arrivano a casa del proprietario del veicolo. Infatti i ladri dopo la “notte brava” hanno riportato l’auto dove l’avevano rubata, non essendo evidentemente l’auto l’obbiettivo del furto.

Il proprietario dell’auto ha seguito le procedure prima citate, ricorrendo in autotutela e chiedendo alle varie autorità che hanno comminato le sanzioni (diversi organi di polizia municipale, cioè tutti quelli competenti per zona durante la scorribanda dei ladri), la cancellazione in autotutela dopo la denuncia di furto sporta il mattino seguente.

L’autotutela è stata respinta dagli uffici accertatori e al proprietario anche il Giudice di Pace a cui si è rivolto dopo ha dato torto. La motivazione serve a spiegare come la legge si applica in questi casi. Per le multe derivanti da infrazioni al Codice della Strada, il proprietario dell’auto risponde in solido con i ladri ma nel momento in cui la sua vettura non sia stata custodita con cura. E la presenza di un mazzo di chiavi nell’auto è una negligenza del proprietario che adesso sarà chiamato a pagare la multa (anche se ha già proposto appello).

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