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Multa autovelox senza contestazione immediata: quando è nulla

Il verbale deve fare riferimento al decreto prefettizio sulle sanzioni automatiche: lo stabilisce la Cassazione

Autovelox

Multa autovelox senza contestazione immediata: quando è nulla. Il verbale deve fare riferimento al decreto prefettizio sulle sanzioni automatiche: lo stabilisce la Cassazione, con ordinanza 623/2021, seconda sezione civile. Così, il gestore della strada che usa male l’autovelox viene stangato, mentre vincono i diritti degli automobilisti. Fermo restando che l’eccesso di velocità è un’infrazione potenzialmente mortale.

Multa autovelox senza contestazione immediata: cosa succede

Per semplificare, il verbale d’un tempo vedeva il Vigile che fermava l’automobilista: contestazione immediata. Poi sono arrivati gli autovelox: multa a casa del proprietario dell’auto, senza contestazione immediata, che diventa differita. Ma c’è chi abusa di autovelox che funzionano da soli, senza agenti delle Forze dell’ordine. Così, la Cassazione rimette le cose a posto.

Il verbale, dicono i giudici, deve indicare il decreto prefettizio. Che autorizza a usare l’autovelox senza contestazione immediata. Se il verbale non dice nulla in merito, allora è nullo. Perché la legge vale per tutti. Infatti, il Prefetto indica le strade dove mettere la macchinetta che funziona da sé.

Ricorso per vizio di forma

In altre parole, la mancata indicazione del decreto prefettizio nel verbale di contestazione integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio. Che pregiudica il diritto di difesa. E non è rimediabile nella fase di opposizione.

Si tratta di un vizio di forma, un piccolo errore. Nessuno contesta l’eccesso di velocità: l’infrazione c’era. Ma si contesta il mancato rispetto delle regole da parte del gestore della strada.

Per fare questo ricorso, potete rivolgervi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della multa, con 43 euro di tassa. Un’opposizione gratuita. Chi perde paga la multa. Volendo, anche al Prefetto: qui però se perdete pagate il doppio.

Risulta strano un punto: su questi argomenti devono intervenire addirittura Cassazione e Corte costituzionale per far sì che i diritti degli automobilisti siano rispettati.

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