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Stellantis: Marco Bentivogli afferma che la fusione è sbilanciata verso PSA

L’ex segretario ha parlato dell’importanza di trasformare le parole in fatti

Stellantis
Stellantis

L’ex segretario di Fim-Cisl Marco Bentivogli ha accolto in maniera positiva la nascita di Stellantis in seguito alla fusione tra FCA e PSA ma sostiene che al momento non sembra esserci un equilibrio paritetico fra i due gruppi automobilistici.

Bentivogli afferma che ci sono alcune differenze rispetto ai primi annunci dell’unione fra le due aziende, con FCA che sarebbe rimasta indietro rispetto a PSA. “Al momento del fidanzamento le condizioni erano quasi paritetiche. Ad oggi, si sono sbilanciate troppo in favore di PSA“, ha dichiarato l’ex segretario.

Marco Bentivogli
Marco Bentivogli, ex segretario di Fim-Cisl

Stellantis: le condizioni attuali sono troppo a favore di PSA, afferma Marco Bentivogli

Egli sostiene che è necessaria una maggiore attenzione da parte dello stato, soprattutto sul salvaguardare i posti di lavoro degli stabilimenti presenti in Italia.

Durante la stessa intervista con Il Sole 24 Ore, Marco Bentivogli ha detto: “Il nostro Governo ha confermato l’attenzione ad una partita ‘epocale’ con qualche comunicato stampa ma al contempo l’azionista non ha tenuto un profilo alto nella difesa della pariteticità del merge. Per l’attenzione alle ‘ricadute italiane’ non bastano scongiuri e richiami, bisogna essere in partita. Ancora si sentono gli echi della polemica contro il prestito garantito Sace di Intesa a FCA. In Germania Daimler ne ha presi 12 di miliardi. In un gruppo globale i siti italiani si difendono migliorando l’habitat e le infrastrutture. Studiate il percorso per stivare in nave una Compass o una Renegade fatta a Melfi o anche un Ducato fatto ad Atessa“.

Anche se in passato aveva apprezzato maggiormente una fusione tra FCA e Renault, Bentivogli è comunque felice della nascita di Stellantis. “Arrivare al traguardo di Stellantis è un dato importantissimo. Personalmente ho sempre ritenuto di maggiore profondità l’accordo con Renault per migliori sinergie e complementarietà di tecnologie, mercati e non solo. Ma l’ottuso nazionalismo industriale francese, nella completa assenza del Governo italiano, l’ha impedito senza remore“, ha affermato l’ex segretario.

Molte figure dell’industria automobilistica italiana non hanno accolto con favore l’unione fra i due grandi gruppi del settore automotive. In merito a ciò, Marco Bentivogli ha detto: “Saremo parte del quarto costruttore di auto nel mondo e non è poco. I commentatori che in questi giorni hanno celebrato l’ennesimo funerale a Fiat sono privi di memoria e non hanno chiara la partita che si gioca da anni. Fiat era morta nel 2003 ed è resuscitata diventando globale. In rapporto agli utili ha più occupati in Europa che nelle Americhe“.

Bentivogli ha concluso il suo intervento parlando dell’importanza di trasformare le parole in fatti, soprattutto per quel che riguarda i siti presenti in Italia: “Gli stabilimenti italiani sono tra i più innovativi del mondo ma non basta. Gli annunci sulla difesa dei siti, e non dimentichiamo che PSA ne ha chiusi tre, non può essere solo formale. Bisogna ribadire la conferma delle missioni produttive dei paesi e dei siti. Che senso ha andare a fare Alfa Romeo in Polonia dopo che Marchionne le ha difese dalle grinfie di Piech che comunque l’avrebbe valorizzata? Vi è un dato che non può essere sottaciuto. Al momento del fidanzamento le condizioni erano quasi paritetiche. Ad oggi, si sono sbilanciate troppo in favore di PSA. Nell’accordo di conservazione è scritto chiaramente che PSA è la società acquirente, il tema è tutto industriale“.

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