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Stellantis: c’è attesa per l’assemblea di lunedì

L’assemblea di questo lunedì 4 gennaio aprirà la strada alla fusione vera e propria fra FCA e PSA che si uniranno sotto l’egida di Stellantis

Tavares Manley

Si parte questo lunedì, proprio durante quell’occasione le assemblee di FCA e PSA daranno concretamente il La alla costituzione vera e propria del quarto Gruppo automobilistico mondiale. Si è arrivati dunque al 4 gennaio 2021, data individuata già da un po’ di tempo, dopo anni di trattative e tira e molla il nuovo asset societario effettuerà il primo grande passo verso la fusione che condurrà verso l’introduzione concreta di Stellantis.

Può essere inteso proprio questo come primo passaggio decisivo in ottica fusione fra PSA e FCA visto che ormai dal punto di vista normativo e burocratico ci sono i lasciapassare praticamente da ogni parte. Con l’ultimo ok da parte dell’Unione Europea, la fusione potrebbe addirittura accelerare i processi visto che è arrivato con netto anticipo sulla tabella di marcia prefissata all’inizio.

Lunedì ci sarà quindi spazio per deliberare la nascita del colosso a trazione FCA-PSA, grazie ad un’assemblea in diretta straming sulle pagine di PSA che coinvolgerà le due parti e che porterà all’introduzione di una fusione dall’impressionante valore di 180 miliardi di euro di fatturato complessivo con quasi 9 milioni di vetture prodotte ogni anno in accordo con oltre 400mila dipendenti. La sede legale, per ovvie ragioni fiscali, sarà ad Amsterdam mentre la quotazione di Stellantis sarà messa in pratica a Milano, New York e Parigi entro la fine del mese.

Lo spettro dell’acquisizione

Il gruppo Stellantis avrà l’onere di gestire un set di quindici brand differenti e si troverà peraltro a ragionare sulle sorti di marchi dal grande prestigio come Alfa Romeo e Maserati che necessitano di cure approfondite. Le sinergie maggiori saranno comunque praticate tra Fiat, Peugeot, Citroen e Opel che dovrebbero condividere strategie e piattaforme in maniera più concreta.

Nelle scorse settimane però si è parlato anche dello spettro di una celata acquisizione di FCA da parte dei francesi di PSA, sebbene dal punto di vista ufficiale si sia sempre parlato di una fusione paritetica a tutti gli effetti. A propendere per la prima definizione è sicuramente la composizione del Consiglio di Amministrazione suddiviso in 5 rappresentanti di FCA e altrettanti 5 di provenienza PSA, ma a rivestire la posizione di CEO sarà invece Carlos Tavares oggi grande capo di PSA. Inoltre i documenti depositati ad Amsterdam chiariscono che nella posizione di acquirente c’è PSA mentre in quella di venditore FCA.

Tavares ha risollevato PSA nel recente passato e oggi potrebbe comunque essere l’uomo giusto se tutto prenderà la piega corretta. C’è da puntare su tutti i brand e sul loro corretto posizionamento all’interno del mercato di riferimento. Stellantis punterà molto sull’elettrificazione della gamma in accordo con tempistiche che oggettivamente non potranno essere immediate: da parte di FCA e PSA ci si aspetta una condivisione di sinergie per 5 miliardi in circa 4 anni.

Occhio alla Cina

Stellantis guarda in particolare anche alla Cina per migliorare la presenza all’interno di un mercato di fondamentale importanza per il nuovo Gruppo. In questa parte di mondo sia FCA che PSA oggi godono di numeri poco confortanti, è chiaro quindi che la strategia è sicuramente da rivedere.

Un ulteriore terreno di confronto sarà rappresentato dal mercato americano dove invece FCA naviga in ottime acque grazie a marchi come Ram e Jeep; in questo caso PSA è invece praticamente inesistente. A gestire le operazioni in America ci sarà uno statunitense, ovvero Mike Manley. A prescindere dai futuri indirizzi commerciali, sia FCA che PSA proseguiranno con i propri programmi in relazione a nuovi modelli o restyling di vetture già a listino. L’obiettivo numero uno rimane quello di evitare sovrapposizioni tra i marchi, con ciascuno dei brand destinato ad una propria specificità. Non ci resta che attendere lunedì.

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