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Ricorso multa parcheggio disabili senza esposizione del contrassegno: come fare e cosa prevede la legge

Parcheggiare il veicolo nei posti riservati ai disabili prevede l’esposizione del contrassegno, perché se manca possiamo andare incontro a multe, ma si può ricorrere.

pass disabili

Parcheggiare o effettuare una sosta sul parcheggio riservato ai disabili, senza esporre il contrassegno può essere causa di multa. Parliamo naturalmente di soggetti autorizzati a parcheggiare nei posti dedicati ai disabili, perché la pratica diffusa e deplorevole di parcheggiare la propria auto nei posti riservati agli invalidi, se non se ne ha diritto, è un illecito.
Oggi però affrontiamo il discorso relativo al parcheggio nei posti per disabili di chi ha il pass, ma lo dimentica a casa o dimentica di esporlo. La legge prevede diverse tipologie di intervento, perché si può ricorrere. Ma ci sono ricorsi che hanno più possibilità di essere accolti e ricorsi che invece hanno maggiori probabilità di essere rigettati.

Il pass per disabili va esposto

In linea generale il pass per disabili va esposto sempre, perché non basta averlo ottenuto per poter parcheggiare nei posti delimitati dalle strisce gialle che significano parcheggio per disabili. Parcheggiare in questi posti senza esporre il pass può essere causa di multa, soprattutto se il vigile che la emette è già andato via quando si torna a prendere la propria auto.
Se il vigile è presente, si può sempre cercare di giustificare l’accaduto, magari adducendo alla fretta di uscire per una visita medica piuttosto che al fatto che il pass è stato smarrito da poco. Tutte scusanti che però non derogano dall’obbligatorietà di esporre il contrassegno per disabili sul parabrezza o sul cruscotto, ossia in una modalità ben visibile per gli agenti accertatori.

Ricorso contro multa, come fare?

Data l’obbligatorietà nell’esposizione del pass, la domanda che molti automobilisti si pongono è se sia o meno conveniente presentare ricorso contro la multa, magari impugnandola dinnanzi ad un giudice.

Dal punto di vista dell’orientamento dei giudici, c’è una sentenza della Corte di Cassazione che sancisce come “la titolarità del contrassegno per portatori di handicap non esime il titolare o il suo accompagnatore dall’esporre tale documento sul cruscotto o in altro luogo ben visibile all’interno dell’auto.

Chi parcheggia in un’area con le strisce gialle senza averne titolo è quindi soggetto a una multa”. Già questo basterebbe per azzerare o quasi le possibilità che un giudice dia ragione al ricorrente in casi come quelli di cui stiamo trattando.
Le possibilità di successo di un ricorso di questo tipo però dipendono anche dal soggetto che lo presenta. Infatti il contrassegno per disabili può essere rilasciato anche ad un soggetto che assiste un disabile con carattere di continuità e familiarità, come può essere un figlio residente con la madre disabile. Se la mancata esposizione del contrassegno è fatta dal disabile in persona è più facile avere ragione in sede giudiziaria.

Il Codice della Strada distingue tra portatore di handicap e accompagnatore

Pur se il Codice della Strada non fa distinzioni dal punto di vista degli importi delle multe, che restano tra 85 e 338 euro, distingue invece se il trasgressore sia il disabile o l’accompagnatore. Infatti nel primo caso il Codice della Strada parla di “mancata esposizione del contrassegno per disabili da parte del portatore di invalidità”. Nel secondo caso e quindi nella persona che accompagna il disabile, si parla invece di “sosta su area per disabili, senza essere provvisti di pass”. La prima tipologia di situazione è prevista dall’articolo n° 158 del Codice della Strada, mentre la seconda è prevista dall’articolo n° 188.
La distinzione è fondamentale perché sempre secondo gli ermellini della Cassazione, se è l’accompagnatore ad essere colto in flagrante e se il vigile scrive sulla contravvenzione l’articolo del Codice della Strada dedicato proprio agli accompagnatori, sarà quest’ultimo a dover dimostrare di avere regolarmente il pass in favore del soggetto accompagnato e che il veicolo quel giorno sia a servizio dell’invalido stesso.
In altri termini, se la situazione è quella prima descritta, con l’assenza di pass esposto su auto di un accompagnatore, la multa riguarda la sosta in area per disabili senza autorizzazione. E vincere un ricorso per casi del genere è una autentica impresa. Non che sia facile vincere il ricorso se la mancata esposizione del pass riguardi la prima fattispecie di situazione, cioè che sia lo stesso disabile a non aver esposto il contrassegno, ma se si riesce a dimostrare l’assoluta urgenza o necessità del momento in cui si è dovuto parcheggiare lì, l’esito del ricorso potrebbe essere differente.

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