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Bollo auto noleggio: cosa sapere

Una circolare di Aniasa (associazione autonoleggio) fa chiarezza in una materia resa complicata dal Governo

noleggio bollo

Come un elefante in una cristalleria, il Governo è entrato nel settore bollo auto noleggio. Prima, era tutto facile: la società di noleggio pagava il bollo, la tassa di proprietà. Dopodiché, il caos. Una circolare di Aniasa (associazione autonoleggio) fa chiarezza in una materia resa complicata.

Bollo auto noleggio: i punti chiave

È in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale un decreto interministeriale. Definisce le modalità operative sul bollo. Obiettivo: l’acquisizione dei dati necessari all’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento della tassa automobilistica per i veicoli concessi in noleggio a lungo termine.

Per “utilizzatore” si intende il sottoscrittore di contratto di NLT. Che potrà essere persona fisica o persona giuridica/ente pubblico. Escludendo pertanto il riferimento al conducente il veicolo.

“Data di sottoscrizione del contratto”: la data di disponibilità effettiva del veicolo e che quindi possa essere indicata la data di consegna del veicolo, come da specifici documenti contrattuali.

Possibilità di pagamento su base quadrimestrale o annuale, viste le peculiarità operative del settore, sancita dal decreto del ministero delle Finanze del 27/12/1997.

Un oceano di auto con bollo da pagare

Sono 2,2 milioni le operazioni di pagamento riguardanti 950.000 veicoli. Le aziende NLT comunicano al Sistema informativo del PRA entro il 10 ottobre i dati relativi ai contratti vigenti nel periodo compreso dal 1° gennaio 2020 al 30 settembre 2020.

Il PRA riconoscerà la targa dopo 24 ore dall’inserimento da parte dell’azienda NLT. Permettendo quindi la possibilità di pagamento nella Regione stabilita. Il termine per la regolare effettuazione dei pagamenti senza sanzioni ed interessi scadrà il 2 novembre 2020.

L’intento futuro è che non ci siano conseguenze di alcun tipo (economico, amministrativo, giudiziario) per le associate, in relazione a errate indicazioni della clientela: mancata comunicazione di cambio sede o residenza.

È possibile che con specifica circolare l’Agenzia delle Entrate intervenga per fornire gli opportuni richiesti chiarimenti.

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