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Uber vince a Londra: Europa vecchia e impreparata per le app

Dopo la sentenza londinese, riflessioni sulle normative della nuova mobilità

uber

Uber vince a Londra. Il gigante americano dei taxi alternativi, a prenotazione online, potrà continuare a operare a nella capitale inglese. Dove impiega 45.000 autisti. Lo ha deciso oggi 28 settembre un giudice britannico della Westminster Magistrates Court di Londra accogliendo il ricorso dell’azienda contro un blocco della licenza annunciato nel novembre scorso da Transport for London (TfL), l’ente per il trasporto pubblico della capitale. Che fa capo al Comune guidato dal sindaco laburista Sadiq Khan.

Uber vince a Londra: proprio un Vecchio Continente

Al di là di tante blaterazioni delle sedi lussuose dell’Europa, questa si dimostra vecchia di nome e di fatto. Un Vecchio Continente che non sa dare regole certe per taxi, Uber, app della nuova mobilità, car sharing. Addirittura in Italia la legge è del 1992. Quando le app non c’erano.

Così non si può andare avanti. In Europa e nei vari Paesi, prima Uber è legale. Poi non lo è. Quindi una sentenza di primo grado dice di sì. Infine il ribaltone in appello. La sentenza in esame mette fine a circa tre anni di conflitto legale iniziato con una precedente sospensione della licenza rispetto alla quale inizialmente Uber si era vista dare torto dalla giustizia. Ma a Londra. E nel resto d’Europa?

La società è ora in condizioni di operare nel rispetto delle leggi britanniche malgrado le violazioni (che tali erano?) del passato sulla normativa riguardante la sicurezza dei passeggeri e i diritti dei lavoratori.

Uber fa festa per la vittoria

Questa decisione è un riconoscimento dell’impegno di Uber per la sicurezza e continueremo a lavorare in modo costruttivo con TfL (Transport for London), ha dichiarato Jamie Heywood, responsabile Uber dell’Europa settentrionale e orientale. Che giustamente fa festa. E giustamente approfitta del Vecchio Continente con regole vecchie, strutture vecchie, mentalità vecchie. Non siamo pronti per le app.

Comunque, la licenza sarà per il momento rinnovata in forma condizionale per una durata limitata a 18 mesi. Le autorità si riservano di tenere gli occhi aperti sul comportamento della major americana nei prossimi mesi. Ma se le regole sono oscure, nessuno sa chi è dalla parte della ragione.

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