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Auto elettriche e ibride nelle Ztl: caos totale

Non c’è nessuna certezza sulle multe

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I cosiddetti ambientalisti dicono che si deve spingere a favore delle auto elettrificate. Tanto che vogliono incentivi solo per quelle vetture. Poi però, all’atto pratico, fanno confusione. Danno massima libertà ai Comuni su auto elettriche e ibride nelle Ztl: Zone a traffico limitato. Non c’è una regola unica che valga in tutta Italia.

Auto elettriche e ibride nelle Ztl: che pasticcio

Ogni Comune fa da sé. Così, alcune amministrazioni locali consentono alle elettrificate di entrare nelle Ztl, altre di accedere a pagamento, altre ancora di entrare solo se si è ibride di un certo tipo (solo plug-in). Non si capisce più niente.

Questo mette in seria difficoltà le Case e le concessionarie: non possono dire che l’auto entra gratuitamente in tutte le Ztl. Dicono che, se il Comune lo prevede, allora l’auto elettrificata entra nella Ztl gratuitamente. Idem per la sosta libera e per le corsie preferenziali.

L’unica soluzione è controllare costantemente sui siti Internet dei Comuni: uno stress. Altro che comodità dell’auto elettrificata. Altrimenti, ti becchi la multa di 100 euro, spese di spedizione incluse. Te ne accorgi solo quando la multa ti arriva a casa, ossia nei 90 giorni dopo l’infrazione.

Percentuali elettriche in Europa

Intanto, la quota delle auto elettriche sale al 7,2% in Ue nel secondo trimestre. Molto più che in Italia: qui si è a una fettina di mercato insignificante. Nel Vecchio Continente, spiega Motus-E (la più grande associazione di settore), le elettriche lieviteranno se si seguiranno nuove vie nel modo di interpretare la mobilità come servizio, sempre più connesso e condiviso. Così da costruire una realtà che punta a raccogliere interessi diversi per veicolarli in modo operativo e concreto in un nuovo concetto di mobilità.

Per il 2020 s’era previsto la vendita di 20.000 auto elettriche e questo target si raggiungerà nonostante il Covid, con tassi di crescita almeno al raddoppio ogni anno. Il vero boom ci sarà nel 2021 in Europa, per cui i costruttori si dovranno impegnare a soddisfare in tempi accettabili una domanda in crescita esponenziale. L’Italia fra le maglie nere, aggiungiamo, per via del numero ridotto di colonnine e di regole locali assurde sulle Ztl.

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